Guida pratica all’uso delle Cofra NEA ESD S3S HRO SC FO SR
Per ottenere il massimo da una scarpa antinfortunistica come questa, l’attenzione non è solo “alla sicurezza”, ma anche a come la usi ogni giorno. Inizia indossandola con calze adatte e controlla che la calzata sia stabile: se senti punti di pressione, è meglio sistemare subito la taglia o l’allacciatura prima di iniziare il turno. In ambienti ESD, evita di usare accessori non compatibili con la gestione dell’elettricità statica e mantieni la suola pulita: sporco e residui possono alterare la performance percepita. Se lavori vicino a superfici calde, tratta la funzione HRO come protezione da contatto (non come “resistenza continua” al calore): evita comunque esposizioni prolungate.
Caratteristiche tecniche (da tenere a mente in fase di scelta)
- Puntale: ALUMINIUM 200 J per protezione da impatto.
- Classe: EN ISO 20345:2022+A1:2024, S3S.
- ESD: bassa resistenza elettrica integrata (soletta e costruzione conduttiva).
- HRO: suola resistente a +300 °C per contatto (1 minuto).
- Protezione: lamina conduttiva in polietilene con grafene integrato.
- Tomaia: TECHSHELL idrorepellente e traspirante, resistente ad abrasione e strappo.
5 motivi concreti per scegliere NEA ESD S3S HRO SC FO SR
1) Sicurezza “combinata” quando non puoi scendere a compromessi. Se il tuo lavoro richiede S3S e anche requisiti ESD e HRO, questa calzatura ti evita di dover gestire soluzioni diverse per fasi differenti della giornata.
2) Comfort che conta nei turni lunghi. La soletta LIGHT FOAM ESD e la fodera SANY-DRY® lavorano insieme per ridurre la sensazione di umidità e migliorare l’assorbimento degli impatti durante la camminata.
3) Tomaia pronta per l’uso quotidiano in ambienti impegnativi. TECHSHELL è pensata per resistere ad abrasione e strappo, utile per chi lavora tra carrelli, superfici ruvide e movimenti continui.
4) Protezione del piede completa. Puntale in alluminio e lamina conduttiva aiutano a coprire i rischi tipici di urti e protezione della pianta, mantenendo una costruzione orientata anche alla gestione ESD.
5) Suola HRO per contatti con superfici calde. La resistenza fino a +300 °C (1 minuto) è un vantaggio pratico per officine e reparti dove può capitare il contatto accidentale con aree calde.
Consiglio d’uso: per conservare prestazioni e durata, pulisci regolarmente la suola e lascia asciugare le scarpe all’aria dopo turni in ambienti umidi. Consigliato in caso di lavoro industriale con presenza di calore e necessità ESD.
Gianfranco Magrini - Esperto di Brico e Forniture Industriali - CEO di Bricofer srl