CORDINO DOPPIO CON ASSORBITORE

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CORDINO DOPPIO CON ASSORBITORE

Il vantaggio del cordino doppio è mantenere un ramo collegato mentre si trasferisce l’altro

A cura di Bricofer Aprilia

CORDINO DOPPIO CON ASSORBITORE - ANTICADUTA
CORDINO DOPPIO CON ASSORBITORE - ANTICADUTA

Un passaggio da una campata all'altra, una scala fissa da superare, una linea di vita con punti intermedi: sono queste le situazioni in cui il cordino anticaduta doppio con assorbitore fa la differenza. Non è un semplice cordino con due moschettoni. È un componente del sistema anticaduta che permette di mantenere il collegamento durante gli spostamenti in quota, a condizione che sia scelto, collegato e controllato in modo corretto.

Per muratori, installatori, manutentori, lattonieri, montatori di strutture e addetti alla logistica in quota, la continuità dell’ancoraggio è un requisito operativo prima ancora che una caratteristica del prodotto. Un dispositivo inadatto, troppo lungo o usato su un punto non idoneo può aumentare il tirante d’aria necessario e trasformare una protezione prevista in un rischio concreto.

A cosa serve il cordino doppio con assorbitore

Il cordino doppio, chiamato anche cordino a Y, è composto da un elemento di collegamento con due bracci terminali. I due connettori consentono di trasferire il collegamento da un ancoraggio al successivo: prima si aggancia il ramo libero al nuovo punto, poi si sgancia l’altro. In questo modo l’operatore resta collegato durante la progressione.

L’assorbitore di energia è il modulo progettato per limitare la forza trasmessa al corpo e al sistema in caso di caduta. In molti modelli è costituito da una fettuccia a strappo contenuta in una custodia. Quando interviene, si apre progressivamente e allunga il sistema: questo riduce il picco d’arresto, ma richiede più spazio libero sotto l’utilizzatore.

Il cordino non sostituisce l’imbracatura anticaduta, il punto di ancoraggio né una pianificazione del lavoro. Funziona solo come parte di un sistema compatibile, normalmente formato da imbracatura, collegamento con assorbitore, connettori e ancoraggio idoneo. La scelta va quindi fatta considerando il lavoro reale, non soltanto il prezzo o il tipo di gancio.

Norme, marcature e compatibilità del sistema

Per i prodotti destinati al mercato europeo, il riferimento abituale è la norma EN 355 per gli assorbitori di energia, mentre i cordini sono associati alla EN 354 e i connettori alla EN 362. L’imbracatura anticaduta deve essere adeguata all’uso previsto e alle istruzioni del fabbricante. Marcature, dichiarazione di conformità, pittogrammi e manuale devono accompagnare il DPI ed essere leggibili.

Per chi opera negli Stati Uniti, la conformità richiesta dal datore di lavoro, dal cantiere o dalla normativa locale può fare riferimento a standard OSHA e ANSI applicabili. Una marcatura CE o EN, da sola, non va considerata automaticamente equivalente a ogni requisito statunitense. Prima della fornitura, soprattutto per squadre e imprese, è opportuno verificare le specifiche richieste dal piano di sicurezza del sito e dal responsabile competente.

La compatibilità non è un dettaglio da risolvere in cantiere. Un connettore può essere certificato ma non essere adatto alla geometria dell’ancoraggio; un gancio grande può lavorare male su un profilo sottile; due connettori agganciati tra loro possono creare carichi anomali. Anche il collegamento diretto a elementi non autorizzati dell’imbracatura, come asole di posizionamento o componenti non destinati all’arresto caduta, è un errore da evitare.

Il punto di attacco dell’imbracatura

Nel normale arresto caduta, il collegamento avviene sul punto dorsale o sul punto sternale solo quando l’imbracatura, la procedura e il sistema lo prevedono espressamente. L’anello deve essere integro, accessibile e usato secondo le indicazioni del produttore. Un’imbracatura regolata male può accentuare le conseguenze della sospensione dopo una caduta.

Come scegliere il cordino in base al lavoro

La prima domanda non è “quale moschettone mi serve?”, ma “dove mi muovo e quanto spazio libero ho sotto?”. Su una struttura metallica con frequenti cambi di punto può essere utile un doppio braccio con ganci ad ampia apertura. Su linea di vita, binario o ancoraggi con geometria definita, possono essere più appropriati connettori standard o specifici per quel sistema.

La lunghezza deve essere valutata con attenzione. Un cordino più lungo può offrire maggiore mobilità, ma aumenta l’altezza potenziale di caduta e il tirante d’aria necessario. Un doppio cordino con assorbitore non è sempre la scelta più sicura quando si lavora vicino al bordo: se possibile, è preferibile organizzare il sistema in trattenuta, impedendo fisicamente di raggiungere la zona di caduta. L’arresto caduta resta la soluzione da usare quando il rischio non può essere eliminato con altre misure.

Anche il peso dell’utilizzatore conta. Ogni assorbitore riporta un intervallo di massa ammesso che può includere abbigliamento, utensili e attrezzatura indossata. Non bisogna supporre che un modello sia universale. Un operatore con attrezzi pesanti, oppure un utilizzatore con peso inferiore o superiore al campo dichiarato, richiede una verifica specifica.

Nella scelta pratica incidono anche il materiale e l’ambiente. La fettuccia è comune e maneggevole, ma va protetta da bordi taglienti, saldature e calore. In presenza di spigoli, occorre usare solo dispositivi esplicitamente approvati per quel tipo di utilizzo e rispettare l’orientamento e le condizioni indicate dal produttore. Per saldatura, lavori caldi, sostanze chimiche o ambienti marini servono materiali e protezioni coerenti con l’esposizione reale.

Tirante d’aria: il controllo che non si può improvvisare

Il tirante d’aria è la distanza libera richiesta sotto il punto di lavoro affinché, in caso di caduta, l’operatore non urti il livello inferiore o un ostacolo. Non si calcola guardando soltanto la lunghezza nominale del cordino.

Nel calcolo entrano la possibile caduta libera, l’apertura dell’assorbitore, l’allungamento dell’imbracatura e dei collegamenti, la statura dell’operatore e un margine di sicurezza. Se l’ancoraggio si trova sotto il punto dorsale, la caduta libera può aumentare sensibilmente. In questi casi il cordino con assorbitore potrebbe non essere idoneo, anche se appare correttamente agganciato.

Le istruzioni del produttore riportano i dati necessari per il modello specifico. Devono essere consultate prima dell’uso e integrate nella valutazione del rischio. Dove il tirante d’aria è limitato, possono essere necessari sistemi diversi, come dispositivi retrattili o soluzioni progettate per l’ambiente di lavoro. Non esiste una distanza standard valida per ogni cantiere.

Effetto pendolo e ostacoli laterali

Cadere fuori asse rispetto all’ancoraggio può generare un effetto pendolo. L’operatore non scende soltanto verso il basso: può oscillare e urtare spigoli, pilastri, macchinari o il bordo della copertura. Per limitarlo, l’ancoraggio dovrebbe essere il più possibile sopra la verticale dell’utilizzatore e lo spostamento laterale va gestito con punti successivi o sistemi adeguati.

Collegamento corretto durante il passaggio

Il vantaggio del cordino doppio è mantenere un ramo collegato mentre si trasferisce l’altro. La sequenza operativa deve essere chiara: si verifica il nuovo ancoraggio, si connette il braccio libero, si controlla la chiusura del connettore e solo dopo si sgancia il ramo precedente. Accelerare questa fase, magari con guanti ingombranti o in una posizione scomoda, è una delle cause più comuni di errore.

Non si devono agganciare entrambi i bracci su elementi non previsti per tale configurazione, né usare il cordino per sollevare materiali, trainare attrezzature o come prolunga improvvisata. L’assorbitore non deve essere annodato, compresso, modificato o collegato in modo da impedirne la corretta apertura. Dopo una caduta, anche senza danni visibili, il DPI deve essere tolto dal servizio e sottoposto alla procedura indicata dal fabbricante.

Controlli prima dell’uso e gestione del DPI

Prima di ogni turno è necessario ispezionare fettuccia, cuciture, asole, etichette, assorbitore, connettori, leve di chiusura e sistema di bloccaggio. Tagli, abrasioni profonde, fibre sfilacciate, scolorimenti da UV o chimici, cuciture danneggiate, corrosione e deformazioni sono segnali che richiedono l’immediata esclusione dall’uso.

La custodia dell’assorbitore deve essere integra e il suo indicatore di caduta, se previsto, non deve segnalare attivazione. Anche una chiusura che scatta con difficoltà o un moschettone che non torna correttamente in posizione è motivo sufficiente per fermare il dispositivo e farlo controllare.

Oltre al controllo pre-uso, il DPI necessita di ispezioni periodiche da parte di una persona competente, con frequenza definita da istruzioni, condizioni d’impiego e procedure aziendali. Registrare identificativo del prodotto, data di acquisto, controlli e messa fuori servizio aiuta a gestire le dotazioni di squadra con ordine. Conservazione asciutta, pulizia secondo manuale e trasporto in una borsa dedicata prolungano la vita utile del dispositivo.

Un cordino anticaduta doppio con assorbitore va scelto partendo dal rischio, dall’ancoraggio e dallo spazio disponibile, non dalla sola configurazione del gancio. Quando la situazione di lavoro lascia dubbi su compatibilità o tirante d’aria, fermarsi e richiedere una verifica tecnica è sempre una decisione operativa corretta.