Guida all’uso delle Cofra KARATE ESD S1P: come ottenere prestazioni costanti
Per sfruttare al meglio le scarpe Cofra KARATE ESD S1P, l’obiettivo è semplice: usarle correttamente e mantenerle in condizioni ottimali. Indossale con calze adatte e assicurati che la calzata sia stabile (il piede non deve “scivolare” dentro la scarpa), perché in ambito ESD la continuità di contatto e la corretta vestibilità aiutano a mantenere le prestazioni nel tempo. Dopo il turno, lascia asciugare la calzatura in un’area ventilata: la fodera SANY-DRY® aiuta a gestire l’umidità, ma serve comunque un ambiente adatto per evitare ristagni.
Se lavori in aree con rischio di perforazione, controlla periodicamente lo stato della suola e della zona plantare. In presenza di sporco o residui (polvere, grassi, materiali abrasivi), pulisci la scarpa con metodi delicati e compatibili con il materiale, evitando prodotti aggressivi che potrebbero alterare finiture e comfort. Per chi alterna attività in magazzino e produzione, avere una calzatura ESD “sempre pronta” significa anche ridurre i tempi di gestione: meno sostituzioni, più continuità operativa.
Caratteristiche tecniche che rendono queste scarpe una scelta mirata
- ESD integrato: utile quando il lavoro richiede dissipazione dell’elettricità statica, non solo protezione da urti e perforazioni.
- Puntale non metallico FIBERGLASS CAP: consigliato per chi cerca una protezione robusta (200 J) con una gestione più leggera rispetto a soluzioni metalliche.
- Lamina antiforo conduttiva: perfetto per ambienti dove il rischio di oggetti appuntiti è reale e serve anche la componente ESD.
- Soletta LIGHT FOAM ESD anatomica: ideale per turni lunghi, perché aiuta ad ammortizzare e a sostenere l’arco plantare.
- Fodera SANY-DRY® traspirante: consigliato in caso di giornate calde o ritmi di lavoro intensi, per limitare la sensazione di umidità.
FAQ su Cofra KARATE ESD S1P (EN ISO 20345)
1) Che differenza c’è tra una S1P e una S1P ESD?
La S1P riguarda la protezione (urti e perforazione, secondo normativa). La versione ESD aggiunge la gestione dell’elettricità statica: è pensata per ambienti dove l’accumulo di cariche può creare problemi operativi o di sicurezza.
2) Le scarpe ESD vanno bene anche in magazzino o solo in elettronica?
Non solo elettronica. Sono indicate anche in logistica e produzione quando si lavora con procedure o materiali che richiedono controllo ESD. In pratica: se il tuo ambiente chiede ESD, queste scarpe sono una risposta completa.
3) Il puntale non metallico è davvero adatto a lavori pesanti?
Sì: il FIBERGLASS CAP è progettato per resistere a urti fino a 200 J ed è una soluzione adatta a contesti dove serve protezione senza ricorrere al metallo.
4) Come capisco se la taglia è giusta?
Controlla che il piede sia ben sostenuto e non scivoli. La calzata è indicata con 10,5 Mondopoint (36-39) e 11 Mondopoint (40-48): se sei tra due misure, scegli quella che garantisce più stabilità in punta e al tallone.
5) Cosa devo fare per far durare di più le prestazioni ESD?
Mantieni la scarpa pulita e asciutta, evita usi impropri (es. contatto prolungato con sostanze che rovinano la suola) e sostituiscila quando noti usura marcata. Una calzatura mantenuta correttamente aiuta a preservare le prestazioni nel tempo.
Firma: Gianfranco Magrini - Esperto di Brico e Forniture Industriali - CEO di Bricofer srl