L’abbigliamento da lavoro comprende i capi pensati per accompagnare le attività professionali, artigianali, tecniche, manutentive, industriali, agricole o svolte all’aperto. La categoria raccoglie pantaloni, bermuda, salopette, tute intere, camici, gilet, giacche, giubbotti, felpe, pile, magliette, polo, camicie, capi termici e indumenti per la pioggia.
La scelta non dipende soltanto dall’aspetto del capo o dal numero di tasche. Occorre considerare il tipo di lavoro, l’ambiente, la stagione, la frequenza dei movimenti e il livello di protezione realmente richiesto. La gamma può comprendere vestiario ordinario da lavoro, capi per condizioni climatiche difficili, indumenti ad alta visibilità e veri e propri indumenti di protezione individuale.
Vestiario da lavoro e DPI: una differenza importante
Un pantalone, una felpa o una tuta ordinaria non sono automaticamente dispositivi di protezione individuale. Possono proteggere gli abiti civili dallo sporco, ridurre l’usura dei vestiti personali e offrire praticità, ma non proteggono necessariamente da rischi specifici.
Un capo rientra invece nell’ambito degli indumenti protettivi quando è progettato per ridurre un rischio individuato, come una limitata esposizione a fiamme, calore, sostanze chimiche, particelle o scarsa visibilità. In questi casi la scelta deve basarsi sulla destinazione d’uso dichiarata, sulla valutazione dei rischi e sulla documentazione tecnica del modello.
Come scegliere l’abbigliamento professionale
Per lavori dinamici è utile una vestibilità che lasci libertà di movimento. Se occorre avere utensili a portata di mano, tasche, passanti e scomparti possono essere funzionali, purché non ostacolino i movimenti e non aumentino il rischio di impigliamento.
Prima dell’acquisto è opportuno valutare la postura abituale, la presenza di abrasioni o impigliamenti, l’esposizione a sporco e liquidi, la temperatura, il vento, la pioggia e l’eventuale vicinanza a veicoli o macchinari. Ginocchia sagomate, zone rinforzate e predisposizioni per accessori sono caratteristiche del singolo modello e devono essere verificate nella relativa scheda.
Stagione, clima e visibilità
I capi leggeri sono orientati alla traspirabilità e alla riduzione dell’ingombro nei mesi caldi. Felpe, pile, gilet imbottiti, giubbotti e capi termici rispondono invece all’esigenza di aumentare l’isolamento dal freddo. Giacche e pantaloni per l’esterno possono limitare l’azione di vento e pioggia, ma resistenza all’acqua, idrorepellenza e impermeabilità dichiarata non sono espressioni equivalenti.
L’alta visibilità è una famiglia specifica. La norma ISO 20471 riguarda gli indumenti che rendono riconoscibile la presenza dell’utilizzatore di giorno o quando viene illuminato dai fari. Requisiti relativi a materiali fluorescenti, materiali retroriflettenti, aree, disposizione degli elementi e classi di prestazione devono essere verificati in relazione al modello e al rischio presente nell’ambiente di lavoro.
Quando servono requisiti protettivi specifici
ISO 13688 stabilisce requisiti generali relativi, tra gli altri aspetti, a ergonomia, innocuità, taglie, invecchiamento, compatibilità, marcatura e informazioni del produttore. Non dimostra da sola la protezione contro un rischio particolare e deve essere utilizzata insieme agli standard specifici.
ISO 11612 riguarda gli indumenti destinati a proteggere il corpo, ad eccezione delle mani, da calore e fiamme. Per saldatura e processi affini esiste una norma specifica che considera anche capi complementari come cappucci, grembiuli, maniche e ghette. La protezione effettiva deve essere verificata nella documentazione tecnica del prodotto.
Domande frequenti
Una tuta da lavoro è sempre un DPI?
No. Una tuta ordinaria può servire a proteggere gli abiti e facilitare il lavoro, ma è un DPI solo quando è progettata e documentata per ridurre uno o più rischi specifici.
Come si sceglie la taglia?
Si confronta la tabella del produttore con le proprie misure. Per giacche, gilet e tute contano soprattutto circonferenza del torace e altezza; per i pantaloni sono rilevanti vita o fianchi e altezza. Va considerato anche l’eventuale uso sopra altri strati.
Un capo ad alta visibilità è visibile in ogni condizione?
No. Sporco, usura, lavaggi impropri e riparazioni possono ridurre le prestazioni dei materiali. La classe richiesta dipende dalla valutazione del rischio e dall’ambiente di lavoro.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali