Le scarpe antinfortunistiche S1P sono calzature di sicurezza pensate per chi lavora in ambienti dove servono protezione del piede, comfort e continuità d’uso. La sigla indica una combinazione precisa di requisiti, utile per orientarsi tra modelli diversi senza fermarsi alla sola presenza del puntale.
In questa categoria rientrano scarpe da lavoro con caratteristiche di sicurezza per uso generale, disciplinate in Europa dal quadro DPI e dalla norma armonizzata ISO 20345:2021. La scelta corretta dipende soprattutto dai rischi reali presenti nel contesto operativo, non da una definizione generica di scarpa antinfortunistica.
Che cosa distingue una S1P
La base S1 include effetto antistatico, assorbimento di energia nella zona del tallone e suola resistente a idrocarburi e oli. L’aggiunta P indica la resistenza alla perforazione della suola, ottenuta con un inserto anti-perforazione che limita il rischio di penetrazione di oggetti appuntiti.
Questa combinazione rende la categoria adatta a chi deve proteggersi da urti sul puntale e da punture plantari, mantenendo una calzatura idonea all’uso prolungato. La protezione dalla perforazione può essere ottenuta con inserto metallico oppure non metallico, con differenze percepibili in peso, flessibilità e comportamento complessivo della scarpa.
Quando la categoria è adatta
Le scarpe S1P sono generalmente associate a ambienti interni, officine, magazzini, logistica e assemblaggio. In questi contesti il rischio di schiacciamento dell’avampiede e di punture sul suolo è presente, mentre non è necessariamente dominante il problema del bagnato prolungato.
Per questo la scelta va fatta con attenzione. Una S1P non coincide con una scarpa pensata per ambienti umidi o per condizioni più impegnative sul piano dell’acqua e del terreno. Se il lavoro si svolge in aree asciutte e il rischio principale è la perforazione, la categoria risponde in modo coerente a queste esigenze.
Come leggere le prestazioni della categoria
La caratteristica antistatica riduce l’accumulo di cariche sul corpo dell’utilizzatore e ne limita la scarica. Non va confusa con l’ESD, che riguarda in modo specifico la protezione di componenti elettronici sensibili. Questa distinzione è importante perché alcune mansioni richiedono requisiti tecnici più mirati.
Oltre alla sicurezza, contano anche comfort e funzionalità. Le fonti di settore richiamano spesso tomaie in materiali sintetici o pelle, fodere traspiranti, suole in materiali polimerici o in mescole tecniche e sistemi di ammortizzazione al tallone. Sono elementi che influenzano la qualità d’uso, pur non modificando da soli la classe S1P.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali
Come scegliere una scarpa S1P senza errori
La scelta corretta parte dall’ambiente di lavoro. Se il pavimento è asciutto e il rischio principale riguarda urti e perforazioni, la S1P è una risposta tecnica coerente. Se invece l’attività prevede umidità frequente o esposizione all’acqua, conviene valutare classi diverse, perché la S1P non include di per sé la resistenza alla penetrazione e all’assorbimento d’acqua per almeno 60 minuti.
Conta anche il tipo di inserto anti-perforazione. Gli inserti metallici e quelli non metallici non sono identici per costruzione e prestazioni percepite. La scelta incide su peso, flessibilità e comfort, quindi va letta insieme alla calzata, alla forma del piede e all’uso quotidiano previsto.
Quali dubbi sono più frequenti
La domanda più comune è questa: una scarpa S1P basta se il rischio principale è un chiodo o un oggetto appuntito sul pavimento? La risposta è sì, perché la protezione P è proprio pensata per ridurre il rischio di perforazione della suola.
Un altro dubbio frequente riguarda il confronto tra antistatico ed ESD. La risposta è che non sono la stessa cosa. L’antistatico serve a limitare l’accumulo di cariche e la loro scarica, mentre ESD è un requisito legato alla protezione di componenti elettronici sensibili.
Si chiede spesso anche se il puntale metallico sia sempre migliore di quello non metallico. La risposta è che non esiste una scelta valida in assoluto. I due approcci rispondono a esigenze diverse e cambiano soprattutto la percezione di peso e flessione della scarpa.
Uso corretto e durata
Una scarpa di sicurezza conserva le prestazioni solo se resta integra. L’usura della suola, la deformazione della tomaia o il danneggiamento del puntale e dell’inserto anti-perforazione possono ridurre la protezione nel tempo. Per questo la manutenzione e la verifica dello stato generale fanno parte della scelta responsabile.
In pratica, la categoria S1P è un raggruppamento di prodotti scelti dal mercato per risolvere problemi molto concreti: proteggere il piede, contenere il rischio di perforazione e offrire comfort nell’uso prolungato. La valutazione finale deve sempre partire dal rischio reale, non dalla sola sigla riportata in etichetta.
Elaborato creato e supervisionato da Tamara Fidone , Ufficio Tecnico e Relazioni con il pubblico