Nel ramo Antinfortunistica → Guanti da Lavoro rientrano i guanti di protezione per le mani usati in contesti professionali o in attività a rischio. La loro funzione è ridurre l’esposizione a pericoli meccanici, chimici, termici e, in alcuni casi, biologici o da abrasione.
Non si tratta di un solo prodotto, ma di una famiglia molto ampia di dispositivi, con costruzioni e livelli di protezione differenti. La scelta corretta parte sempre dal rischio reale da affrontare, perché un guanto adatto a una lavorazione può non esserlo affatto per un’altra.
Come leggere questa categoria
Questa categoria raccoglie modelli pensati per esigenze diverse, dal montaggio alla movimentazione di materiali ruvidi, fino alle attività con contatto chimico o con calore. Il punto centrale è distinguere tra protezione, destrezza e durata. In molti casi il guanto giusto è quello che bilancia questi tre aspetti in modo coerente con il lavoro svolto.
Per i rischi meccanici, la norma UNI EN 388:2019 è il riferimento per abrasione, taglio da lama, lacerazione, perforazione e, se previsto, urto. Questo chiarisce un aspetto essenziale: non esiste un guanto universale. Un modello efficace contro l’abrasione può non essere sufficiente contro il taglio, e viceversa.
Quale guanto scegliere in base al rischio
La risposta corretta dipende prima di tutto dal pericolo prevalente. Se l’attività comporta contatto con superfici ruvide o attrito continuo, conta soprattutto la resistenza all’abrasione. Se invece ci sono pezzi taglienti o spigoli vivi, è più importante valutare la protezione dal taglio. Nei lavori di montaggio o nelle attività che richiedono precisione, la priorità spesso diventa la destrezza, mentre nei contesti più gravosi cresce il peso della robustezza.
Per i rischi chimici la scelta deve essere ancora più precisa. La protezione va valutata in base alla sostanza, alla durata del contatto e all’entità dell’esposizione. Dire che un guanto è resistente ai chimici non basta: servono indicazioni coerenti con il prodotto trattato e con il tempo di utilizzo previsto.
Materiali e costruzioni più ricorrenti
Tra i materiali più frequenti si trovano nitrile, neoprene e lattice di gomma naturale. Il nitrile è spesso associato a una buona resistenza a oli e grassi, oltre a una discreta combinazione tra protezione e destrezza. Il lattice e il neoprene ricorrono con frequenza nei guanti per uso chimico o in contesti in cui servono elasticità e protezione specifica.
Anche la costruzione del guanto influisce molto sull’esperienza d’uso. Rivestimento completo o parziale, immersione singola o doppia, finiture superficiali per migliorare la presa, dita precurvate e pollice sagomato sono elementi che incidono su sensibilità, comfort e tenuta nel tempo. Le fodere in cotone, jersey o tessuto interlock aiutano invece ad assorbire il sudore e a ridurre l’affaticamento nelle attività prolungate.
Quando servono guanti termici
La categoria comprende anche guanti per rischi termici, legati al calore e/o al fuoco. La UNI EN 407 riguarda proprio questa famiglia, che non va confusa con i guanti generici da lavoro né con quelli per impieghi chimici o meccanici. Un guanto robusto non è automaticamente adatto al calore, alla fiamma o alle superfici calde.
Domande frequenti utili alla scelta
Qual è l’errore più comune? Usare lo stesso guanto per attività molto diverse. Passare da una lavorazione meccanica a una manipolazione chimica senza verificare la compatibilità può ridurre in modo serio l’efficacia della protezione.
Come si capisce se un guanto è davvero adatto? La risposta va cercata nelle schede tecniche e nei limiti d’impiego, non solo nel materiale o nella dicitura commerciale. Le condizioni reali di lavoro possono differire dalle prove di laboratorio, soprattutto per effetto di temperatura, abrasione e degrado.
Cosa conta oltre alla protezione? La taglia giusta, la presa, il comfort e la durata. Un guanto scelto bene deve proteggere senza ostacolare il gesto operativo più del necessario.
In pratica, questa categoria riunisce guanti molto diversi tra loro, accomunati dalla protezione delle mani ma separati da norme, materiali e prestazioni. Per scegliere con coerenza bisogna partire dal rischio, dalla durata dell’esposizione, dall’ambiente di lavoro e dal livello di precisione richiesto.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali