I gilet da lavoro ad alta visibilità sono pensati per rendere riconoscibile la presenza dell’utilizzatore in ambienti dove può essere difficile notarlo. Sono indicati soprattutto in prossimità di veicoli, macchinari mobili, cantieri, strade, piazzali, magazzini, aeroporti e infrastrutture di trasporto.
La loro funzione principale è segnalare visivamente la presenza della persona. Non proteggono automaticamente da urti, tagli, sostanze chimiche o intemperie, salvo quando il singolo modello dispone di ulteriori caratteristiche e certificazioni dichiarate dal produttore. Per questo la scelta deve partire dal rischio concreto dell’attività, non soltanto dal colore o dalla presenza di bande riflettenti.
Come funziona la visibilità del gilet
La visibilità deriva dalla combinazione di materiali diversi. Il materiale di fondo è normalmente fluorescente e crea contrasto con lo sfondo durante il giorno. Il materiale retroriflettente, invece, riflette verso la sorgente la luce ricevuta ed è particolarmente utile quando la persona viene illuminata dai fari di un veicolo in condizioni di oscurità o scarsa illuminazione.
La sola fluorescenza non garantisce la visibilità notturna e le sole bande riflettenti non sostituiscono necessariamente una superficie fluorescente adeguata. La progettazione considera anche la disposizione e la superficie minima dei materiali, non soltanto il colore del capo.
Classi di prestazione e riferimento UNI EN ISO 20471
Per il mercato italiano, il riferimento merceologico più importante per gli indumenti ad alta visibilità destinati a situazioni a rischio è la UNI EN ISO 20471:2017. La norma specifica requisiti, metodi di prova e criteri di progettazione per segnalare visivamente la presenza dell’utilizzatore.
Le classi di prestazione sono tre. La classe 1 rappresenta il livello più basso, la classe 2 offre una visibilità maggiore e la classe 3 il livello più elevato. Le superfici minime indicate nelle guide tecniche sono pari a circa 0,14, 0,50 e 0,80 m² per il materiale fluorescente e a circa 0,10, 0,13 e 0,20 m² per quello retroriflettente, rispettivamente per le classi 1, 2 e 3.
La classe non può essere dedotta dall’aspetto esteriore del gilet. Deve essere verificata sull’etichetta e nella documentazione del singolo prodotto.
Quali modelli comprende la categoria
Nel ramo rientrano gilet essenziali, spesso realizzati come pannello o struttura tipo pettorina, e modelli più elaborati con chiusura frontale, tasche, inserti a rete, bande sulle spalle o configurazioni pensate per mantenere la visibilità anche quando il busto è piegato.
Un gilet leggero in rete può favorire la ventilazione nei periodi caldi. Un modello con più tessuto, tasche o chiusure può essere più adatto quando servono maggiore copertura o accessori di servizio. Queste caratteristiche riguardano funzionalità, comfort e organizzazione del lavoro, ma non indicano automaticamente una classe di protezione superiore.
La composizione tessile varia secondo il prodotto. Sono presenti, ad esempio, articoli in poliestere o in tessuti misti, ma il materiale utilizzato da solo non determina la conformità alla norma.
Come scegliere il gilet adatto
La scelta deve partire dalla valutazione dei rischi dell’attività. Occorre considerare il tipo e la velocità del traffico, la distanza dagli operatori dei veicoli, l’illuminazione e la presenza di nebbia, pioggia, neve, polvere o sfondi visivamente complessi.
Vanno considerate anche la durata del lavoro, la libertà di movimento e la necessità di indossare altri dispositivi di protezione. Il gilet deve vestire correttamente e non interferire con casco, imbracature, sistemi anticaduta, protezioni respiratorie o indumenti contro pioggia e freddo.
In presenza di veicoli in movimento può essere necessaria una superficie di abbigliamento più ampia rispetto a quella offerta da un semplice gilet. In alcuni lavori stradali le prescrizioni operative possono richiedere classi specifiche oppure l’abbinamento con pantaloni e altri capi ad alta visibilità.
Gilet certificato e semplice capo riflettente
Un gilet certificato come DPI deve essere distinto da un semplice capo fluorescente o riflettente destinato a uso decorativo, sportivo o occasionale. Nel quadro europeo, i DPI devono rispettare il Regolamento (UE) 2016/425, con la valutazione di conformità applicabile, la dichiarazione UE di conformità e la marcatura CE quando richiesta.
La marcatura CE non significa però che ogni gilet sia adatto a qualsiasi ambiente. Restano da verificare la compatibilità con il rischio, la classe di visibilità, la vestibilità e le istruzioni d’uso del singolo capo.
Un gilet ad alta visibilità migliora la segnalazione della presenza dell’utilizzatore, ma non elimina da solo i rischi derivanti dal traffico, dai macchinari o dalle condizioni ambientali.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali
Dettagli da controllare prima dell’acquisto
La domanda principale è quale classe di visibilità sia adeguata al lavoro da svolgere. La risposta deve essere ricavata dalla valutazione dei rischi e dalla documentazione del prodotto, perché colore, bande riflettenti e aspetto generale non permettono di stabilire da soli la classe del gilet.
È utile verificare anche se la superficie visibile rimane sufficiente quando il capo viene indossato insieme ad altri indumenti o attrezzature. Giacche, imbracature e altri dispositivi possono coprire parte del materiale fluorescente o retroriflettente. Anche la vestibilità è importante: una taglia troppo ampia può risultare inadeguata vicino a macchinari mobili, mentre una misura corretta deve consentire libertà di movimento senza interferenze con gli altri DPI.
Visibilità, comfort e organizzazione del lavoro
La scelta tra un modello essenziale e un gilet più completo dipende dalle attività svolte. La struttura tipo pettorina o il pannello semplice può rispondere all’esigenza di una soluzione essenziale. Tasche, chiusura frontale e maggiore quantità di tessuto possono invece essere utili quando il lavoratore deve organizzare accessori di servizio o desidera una copertura diversa.
Gli inserti a rete sono una caratteristica orientata alla ventilazione nei periodi caldi. Le bande sulle spalle e le configurazioni che mantengono la visibilità con il busto piegato sono elementi progettuali da valutare in funzione dei movimenti richiesti dal lavoro. Nessuna di queste caratteristiche, presa singolarmente, determina automaticamente una classe di protezione superiore.
Controllo, lavaggio e conservazione
Prima dell’uso, il gilet deve essere controllato per verificare l’integrità di chiusure, cuciture, bande e materiale fluorescente. Sporco, usura, abrasioni, scolorimento, strappi, deformazioni o distacco delle bande possono ridurre la prestazione visiva.
Il lavaggio deve seguire esclusivamente le istruzioni del produttore. Temperatura, candeggio, asciugatura, stiratura e detergenti non corretti possono danneggiare il tessuto o il materiale retroriflettente. Alcuni modelli tecnici indicano lavaggi delicati a bassa temperatura e il divieto di candeggina, asciugatrice e stiratura, ma queste indicazioni non devono essere estese a tutti i gilet.
Il capo va conservato pulito, asciutto e protetto da condizioni che possano deteriorarne i materiali. Quando il gilet presenta deterioramenti che compromettono le superfici visibili, il mancato ricambio può diventare un errore nella gestione dell’abbigliamento da lavoro.
Dubbi frequenti sulla scelta
Un gilet fluorescente è sempre un DPI?
No. Un capo fluorescente o riflettente può essere destinato a uso decorativo, sportivo o occasionale. Quando è richiesto un DPI, occorre verificare la certificazione, la documentazione e la marcatura CE quando prevista, oltre alla classe e all’adeguatezza rispetto al rischio.
Le sole bande riflettenti bastano per lavorare al buio?
No. Il materiale retroriflettente è utile quando viene illuminato da una sorgente, come i fari di un veicolo, ma la sola presenza di bande non sostituisce necessariamente una superficie fluorescente adeguata. La visibilità dipende dalla combinazione e dalla disposizione dei materiali.
La classe 3 è sempre la scelta corretta?
No. La classe deve essere coerente con la valutazione dei rischi, l’ambiente di lavoro e le prescrizioni operative applicabili. In alcune attività può essere necessario anche un abbigliamento con superficie più ampia o l’abbinamento con pantaloni e altri capi ad alta visibilità.
Il gilet protegge anche dalla pioggia o dagli urti?
Non automaticamente. La funzione principale del gilet è rendere riconoscibile l’utilizzatore. La protezione da intemperie, urti, tagli o sostanze chimiche è presente soltanto quando il singolo modello possiede caratteristiche e certificazioni ulteriori dichiarate dal produttore.
Elaborato creato e supervisionato da Tamara Fidone , Ufficio Tecnico e Relazioni con il pubblico