Intimo termico Payper da lavoro professionale
L’intimo termico da lavoro è il primo strato che resta a contatto con la pelle e contribuisce a gestire il comfort termico durante l’attività professionale.
Questa categoria è pensata per chi lavora in ambienti freddi o variabili, alternando momenti di movimento a pause nelle quali il corpo tende a raffreddarsi.
Il suo obiettivo non è sostituire gli altri indumenti da lavoro, ma migliorare il microclima corporeo sotto tute, felpe, giacche o altri capi professionali.
A seconda del materiale e della struttura, il tessuto può contribuire a trattenere il calore corporeo e a trasferire o disperdere l’umidità prodotta dalla sudorazione.
A chi serve e quali esigenze risolve
L’intimo termico professionale è utile a chi opera all’aperto, in magazzini, nella logistica o in altri ambienti dove la temperatura può essere bassa o cambiare durante la giornata.
È indicato anche quando il lavoro richiede alternanza tra attività fisica e fasi di pausa, perché il comfort non dipende soltanto dal calore prodotto durante lo sforzo.
Un primo strato adeguato aiuta a rendere più funzionale la stratificazione dell’abbigliamento da lavoro.
La scelta deve però tenere conto dell’intensità dell’attività, della temperatura dell’ambiente e degli altri capi che verranno indossati sopra.
Come scegliere il primo strato termico
La scelta dipende prima di tutto dal livello di freddo e dal tipo di lavoro svolto.
Per un clima fresco possono essere preferibili versioni più leggere, mentre per temperature più basse si possono valutare capi più pesanti, sempre considerando il rischio di trattenere troppa umidità durante lo sforzo.
Nel ramo rientrano maglie intime, capi a manica lunga, pantaloni intimi e completi coordinati.
La vestibilità deve aderire al corpo in modo funzionale, senza limitare i movimenti e senza creare pieghe fastidiose sotto gli altri indumenti professionali.
Tra i materiali comunemente impiegati per lo strato base rientrano lana merino, polipropilene e poliestere.
Si tratta di famiglie di materiali con logiche d’uso differenti, perciò non è corretto attribuire automaticamente le stesse prestazioni a ogni prodotto.
Intimo termico e protezione specifica non sono la stessa cosa
L’intimo termico semplice serve principalmente alla gestione del calore corporeo come primo strato.
Non deve essere confuso con un capo protettivo contro fiamme, calore intenso o schizzi di metallo fuso.
Quando il luogo di lavoro presenta questi rischi, il semplice fatto che un indumento sia definito termico non lo rende sufficiente.
Per la protezione contro calore e fiamma esistono famiglie normative specifiche, tra cui ISO 11612, mentre ISO 14116 riguarda la limitata propagazione della fiamma e non sostituisce ISO 11612 quando è necessaria anche protezione dal calore.
Il capo termico protegge dal fuoco?
No, non necessariamente.
Un capo che contribuisce a mantenere il calore corporeo non è automaticamente progettato per proteggere da fiamme, calore o scintille, quindi questi requisiti devono essere verificati separatamente.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali