Nuova linea Scarpe Cofra NITROGENIUM

News

Nuova linea Scarpe Cofra NITROGENIUM

Scopri COFRA NITROGENIUM: scarpe antinfortunistiche leggere, resistenti e tecnologiche, pensate per comfort, sicurezza e uso professionale.

A cura di Romolo Magrini

Nuova linea Scarpe Cofra NITROGENIUM
Scarpe Cofra Nitrogenium: Innovazione nella Protezione

Sezione 1 – COFRA NITROGENIUM: leggerezza estrema, resistenza e tecnologia nelle scarpe antinfortunistiche

NITROGENIUM è la nuova linea di scarpe antinfortunistiche COFRA progettata per combinare un peso molto contenuto con elevate prestazioni meccaniche, comfort e protezione. COFRA la presenta con una definizione che ne sintetizza bene il progetto: “Estremamente leggere, incredibilmente resistenti.”

Il punto centrale della linea NITROGENIUM non è quindi semplicemente realizzare una scarpa da lavoro più leggera. La progettazione interviene contemporaneamente su suola, puntale, sistema antiperforazione, soletta, materiali della tomaia e gestione delle cariche elettrostatiche, con l'obiettivo di ridurre il peso senza sacrificare le caratteristiche richieste a una moderna calzatura di sicurezza.

Una nuova suola sviluppata con tecnologia Super Critical Foam

Uno degli elementi tecnicamente più interessanti della linea COFRA NITROGENIUM è la suola realizzata con intersuola in TPEE e battistrada in gomma nitrilica.

Il TPEE, Elastomero Poliestere Termoplastico, combina caratteristiche normalmente associate a materiali differenti: da una parte la rigidità e la resistenza meccanica tipiche dei termoplastici, come il TPU, dall'altra elasticità e leggerezza, caratteristiche più vicine a materiali come l'EVA.

La vera particolarità è però il processo utilizzato per espandere l'intersuola. COFRA impiega una tecnologia Super Critical Foam, nella quale l'espansione avviene in condizioni controllate di temperatura e pressione attraverso l'impiego di azoto, un gas inerte. Il risultato è una struttura particolarmente leggera, progettata per mantenere allo stesso tempo elevate caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche. Nel catalogo COFRA questa soluzione viene indicata come un'innovazione specificamente sviluppata per le calzature da lavoro.

Il battistrada in gomma nitrilica completa la struttura della suola e contribuisce alla resistenza allo scivolamento e all'azione degli idrocarburi. I modelli NITROGENIUM riportati nel catalogo sono inoltre classificati HRO, con battistrada resistente al calore per contatto fino a +300 °C per un minuto.

FPT PLATE: antiperforazione con polietilene e grafene

Un'altra tecnologia caratteristica delle NITROGENIUM è il sottopiede antiperforazione FPT PLATE, realizzato in polietilene con grafene integrato.

Secondo i dati tecnici COFRA, questo sistema è più leggero del 55% rispetto agli altri dispositivi antiperforazione in tessuto presi come riferimento dal produttore e mantiene una resistenza media alla perforazione superiore ai 1.100 N richiesti dalla normativa.

La costruzione in materiale tessile consente inoltre di ottenere maggiore flessibilità rispetto alle tradizionali soluzioni metalliche.

L'integrazione del grafene svolge una funzione particolarmente importante: rende il sottopiede conduttivo, consentendone l'impiego all'interno della progettazione ESD della calzatura, senza rinunciare agli elevati livelli di isolamento termico dichiarati da COFRA. Il sistema è classificato Type PS secondo EN ISO 22568-4:2021 e viene testato con chiodo da 3 mm.

Puntale in fibra di vetro da 200 J

La riduzione del peso interessa anche il puntale.

Le scarpe della linea NITROGENIUM utilizzano un puntale in fibra di vetro da 200 J, quindi non metallico. COFRA indica per questo componente un peso di circa 60 grammi, contro i circa 90 grammi utilizzati come riferimento per un tradizionale puntale in acciaio.

Il puntale in fibra di vetro presenta inoltre:

  • proprietà meccaniche di resistenza a carichi statici e impulsivi;
  • struttura amagnetica;
  • spessore ridotto nella zona della punta;
  • isolamento termico;
  • conformità alla EN ISO 22568-2:2019.

La scelta di intervenire anche sul puntale è importante perché dimostra come la leggerezza delle NITROGENIUM non dipenda da un unico componente, ma derivi dalla riduzione del peso dell'intera architettura della scarpa.

LIGHT FOAM ESD: comfort e assorbimento dell'impatto

All'interno troviamo la soletta LIGHT FOAM ESD, realizzata in schiuma di poliuretano.

È una soletta anatomica, morbida e forata, progettata per sostenere l'arco plantare e favorire la gestione dell'umidità. Il rivestimento è antiabrasione e la struttura contribuisce all'assorbimento dell'energia d'impatto durante la camminata.

Anche la soletta partecipa al sistema ESD della calzatura attraverso una bassa resistenza elettrica.

È un dettaglio importante perché, nella filosofia NITROGENIUM, il comfort non viene aggiunto successivamente alla protezione: fa parte della progettazione complessiva della scarpa.

Tecnologia ESD per ambienti professionali sensibili

La gamma NITROGENIUM presente nel catalogo 2026 è composta da modelli ESD.

COFRA dichiara una resistenza elettrica verso terra compresa tra 0,75 e 100 MΩ, secondo IEC 61340-5-1. Cuciture, suola, soletta e sottopiede antiperforazione, dove presente, sono progettati con bassa resistenza elettrica.

Queste caratteristiche rendono la linea particolarmente rilevante anche per il settore dell'industria microelettronica e per contesti professionali nei quali è necessario controllare l'accumulo di cariche elettrostatiche; COFRA indica inoltre le proprie calzature ESD come consigliate per ambienti ATEX.

S1PS e S3S: una gamma costruita per esigenze differenti

NITROGENIUM non identifica una singola scarpa, ma una vera famiglia di calzature di sicurezza conformi alla EN ISO 20345:2022+A1:2024.

Una parte consistente della gamma appartiene alla classe S3S, con tomaie idrorepellenti realizzate, a seconda del modello, in tessuto tecnico, microfibra effetto scamosciato o nubuck. Tra questi troviamo, ad esempio, BRAVIX ESD, INERTIX ESD, ARKOS ESD, LORIEN ESD, VETRIX ESD, QUANTYX ESD, STRATUM ESD, KRAFTOR ESD, EXTREME ESD, VANTREK ESD, NEXON ESD, ZYRON ESD, ONYREX ESD, GRAVIX ESD, ORVIK ESD e ROVIX ESD.

Accanto alle S3S troviamo modelli S1PS, maggiormente orientati alla traspirabilità, come FLUXON ESD, TORKON ESD, STRIVOR ESD e DYNAREX ESD. STRIVOR utilizza tessuto altamente traspirante abbinato a microfibra effetto scamosciato, mentre DYNAREX utilizza pelle scamosciata forata.

Su alcuni modelli COFRA introduce inoltre il BOA® Fit System, aggiungendo alla tecnologia della linea un sistema di chiusura micrometrico rapido e preciso.

OXY-LINER: traspirazione e gestione dell'umidità

Un elemento comune ai modelli NITROGENIUM è la fodera OXY-LINER, realizzata in 100% poliestere.

COFRA la descrive come una struttura tridimensionale:

traspirante, assorbente, deassorbente e resistente all'abrasione.

La fodera lavora quindi insieme alle tomaie e alla soletta per creare una calzatura che non punta soltanto alla resistenza esterna, ma anche alla gestione del microclima interno durante molte ore di utilizzo.

NITROGENIUM: la leggerezza non nasce da una sola tecnologia

È probabilmente questo l'aspetto più interessante della linea.

NITROGENIUM non è una scarpa resa leggera semplicemente utilizzando meno materiale. È il risultato dell'integrazione di più soluzioni:

Super Critical Foam in TPEE + battistrada nitrilico + FPT PLATE con grafene + puntale in fibra di vetro + LIGHT FOAM ESD + materiali tecnici per tomaia e fodera.

Ogni componente contribuisce alla riduzione del peso oppure al mantenimento delle prestazioni necessarie affinché quella riduzione non avvenga a discapito della sicurezza.

È da questa combinazione che nasce il concetto scelto da COFRA per presentare la nuova linea:

NITROGENIUM – estremamente leggere, incredibilmente resistenti.

Va bene la tecnologia, ma perché dovrei comprare una COFRA NITROGENIUM?

Io sono Romolo Magrini e, quando leggo informazioni così tecniche e dettagliate, da una parte ne rimango affascinato; dall’altra mi viene spontaneo pensare:

“Sì, va bene: tante nozioni tecniche che l’utilizzatore finale potrebbe anche ignorare. Ma alla fine del discorso, per quale motivo dovrei acquistare una NITROGENIUM? Quali problemi mi risolve? Cosa devo aspettarmi di diverso, nella pratica, da tutta questa innovazione?”

Una vecchia pubblicità diceva: “Potevamo stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci…”.

Ma chi deve acquistare una scarpa da lavoro non cerca effetti speciali. Vuole capire perché dovrebbe scegliere proprio quella scarpa e perché dovrebbe fidarsi di ciò che sta acquistando.

Ed è quindi questo il punto dal quale voglio partire.

Perché scegliere una scarpa antinfortunistica COFRA NITROGENIUM?

Se dovessi ridurre tutta la tecnologia descritta nella prima parte dell'articolo a una sola frase, direi:

NITROGENIUM cerca di farti dimenticare il più possibile che stai indossando una scarpa antinfortunistica, senza rinunciare alle protezioni che una scarpa antinfortunistica deve avere.

È questa, secondo me, la vera innovazione.

Perché il problema delle scarpe da lavoro tradizionali non è quasi mai soltanto la sicurezza. Una buona scarpa antinfortunistica protegge il piede. Il problema arriva quando devi indossarla otto ore, camminarci continuamente, stare in piedi, salire e scendere, spostarti tra magazzino, officina, reparto produttivo o cantiere.

A quel punto peso, rigidità, calore interno e capacità di assorbire gli impatti iniziano a contare moltissimo.

Ed è precisamente qui che le tecnologie della NITROGENIUM smettono di essere sigle da catalogo e cominciano ad avere un significato pratico.

Primo problema: “A fine giornata sento le scarpe pesanti”

Probabilmente è il vantaggio più immediato della linea.

COFRA interviene contemporaneamente su diversi componenti della scarpa per ridurne il peso: utilizza un puntale in fibra di vetro da 200 J di circa 60 grammi, anziché i circa 90 grammi utilizzati come riferimento per un puntale in acciaio, e un sottopiede antiperforazione FPT PLATE dichiarato più leggero del 55% rispetto agli altri dispositivi antiperforazione in tessuto presi come riferimento dal produttore. A questi elementi si aggiunge l'intersuola in TPEE espanso attraverso il processo Super Critical Foam.

Presi singolarmente possono sembrare soltanto dati tecnici.

Ma il piede non solleva una scarpa una volta sola.

La solleva ad ogni passo.

Per chi cammina continuamente durante il turno, la riduzione di massa e la maggiore flessibilità diventano quindi caratteristiche che possono essere percepite nell'utilizzo quotidiano molto più di quanto possa suggerire una scheda tecnica.

In altre parole: la prima ragione per cui proverei una NITROGENIUM è proprio questa.

Voglio una scarpa di sicurezza che mi protegga senza darmi continuamente la sensazione di avere una scarpa di sicurezza pesante ai piedi.

Secondo problema: “Cammino e sto in piedi tutto il giorno”

Qui entra in gioco un altro elemento interessante: la LIGHT FOAM ESD.

La soletta è realizzata in schiuma di poliuretano, è anatomica, forata e progettata per sostenere l'arco plantare e assorbire l'energia dell'impatto. COFRA dichiara inoltre per la linea NITROGENIUM una capacità di assorbimento dell'energia nella zona del tallone superiore a 30 J, contro il requisito minimo di 20 J riportato nella documentazione tecnica della linea.

Tradotto?

Ogni volta che il piede tocca il pavimento, una parte dell'energia dell'impatto deve essere gestita dalla scarpa.

Se lavoro in magazzino, in produzione, nell'installazione o in qualsiasi attività che mi costringa a percorrere migliaia di passi al giorno, ammortizzazione e leggerezza smettono di essere caratteristiche “premium” e diventano strumenti di lavoro.

Non significa che una scarpa possa eliminare magicamente la stanchezza.

Significa però che è stata progettata per non aggiungerne inutilmente altra.

Terzo problema: “Ho bisogno di protezione, ma non voglio una scarpa rigida”

Questo è forse uno degli aspetti tecnicamente più intelligenti della NITROGENIUM.

La protezione antiperforazione FPT PLATE utilizza polietilene e grafene invece della tradizionale lamina metallica. Secondo COFRA rimane flessibile, protegge l'intera superficie prevista dalla certificazione e supera i requisiti di resistenza alla perforazione stabiliti dalla norma.

Per l'utilizzatore la conseguenza pratica è importante:

protezione sotto il piede senza dover necessariamente trasformare la scarpa in una struttura rigida.

È una differenza che può diventare evidente soprattutto quando bisogna camminare molto, inginocchiarsi, flettere il piede o alternare frequentemente diverse posizioni di lavoro.

Quarto problema: caldo, sudore e tante ore con la stessa scarpa

Anche qui la scheda tecnica racconta qualcosa di molto concreto.

La fodera OXY-LINER è tridimensionale, traspirante, assorbente, deassorbente e antiabrasione. La soletta LIGHT FOAM è forata e progettata per assorbire il sudore e contribuire a mantenere il piede asciutto.

Alcuni modelli S1PS, come STRIVOR ESD, utilizzano inoltre tessuti altamente traspiranti, mentre DYNAREX ESD adotta pelle scamosciata forata.

Questo significa che all'interno della stessa linea posso orientarmi verso una calzatura più aperta e traspirante quando lavoro prevalentemente al chiuso, oppure verso una S3S con tomaia idrorepellente quando l'ambiente richiede una protezione differente.

Ed è una distinzione importante: non esiste “la migliore scarpa NITROGENIUM” in assoluto. Esiste quella più adatta al lavoro che devo svolgere.

Quinto problema: “Lavoro dove l'elettricità statica è un rischio”

Qui la tecnologia non è più semplicemente una questione di comfort.

I modelli NITROGENIUM presenti nel catalogo sono sviluppati in configurazione ESD, con una resistenza elettrica verso terra compresa tra 0,75 e 100 MΩ secondo IEC 61340-5-1.

Questo rende la linea particolarmente interessante per microelettronica, produzione elettronica e ambienti nei quali l'accumulo di cariche elettrostatiche deve essere controllato. COFRA indica inoltre le proprie calzature ESD come consigliate negli ambienti ATEX.

In questi casi non sto quindi pagando per una sigla stampata sulla scarpa: sto scegliendo una caratteristica funzionale collegata al mio specifico ambiente di lavoro.

Sesto problema: “Una scarpa leggera sarà anche meno resistente?”

È la domanda più logica.

Se riduco peso e spessori, cosa succede alla robustezza?

È proprio il problema che COFRA sembra aver voluto affrontare con NITROGENIUM.

Il TPEE utilizzato nell'intersuola viene scelto proprio perché combina elasticità e leggerezza con caratteristiche di rigidità e resistenza meccanica. Il battistrada rimane in gomma nitrilica, materiale scelto per la resistenza allo scivolamento e agli idrocarburi, ed è certificato HRO per resistere al calore per contatto fino a +300 °C per un minuto.

Ecco perché lo slogan “Estremamente leggere, incredibilmente resistenti” ha più senso dopo aver analizzato come è costruita la scarpa.

Non significa semplicemente “abbiamo fatto una scarpa leggera”.

Significa:

abbiamo cercato materiali differenti per togliere peso dove era possibile senza rinunciare alle prestazioni richieste dove servivano.


Quindi: comprerei una NITROGENIUM?

Personalmente, la proverei soprattutto se il mio problema fosse questo:

“Devo utilizzare una scarpa antinfortunistica per molte ore e voglio ridurre il più possibile la distanza, in termini di comfort e dinamica di camminata, tra una scarpa di sicurezza e una moderna scarpa sportiva.”

Perché è questo che vedo nel progetto NITROGENIUM.

Non una sneaker alla quale è stato aggiunto un puntale.

E nemmeno la vecchia scarpa antinfortunistica semplicemente resa più bella.

Vedo il tentativo di ripensare ogni componente che pesa, irrigidisce o affatica la scarpa, sostituendolo con materiali tecnologicamente più evoluti senza abbandonare le certificazioni di sicurezza.

Naturalmente la scelta finale deve partire sempre dal rischio reale del proprio lavoro: S1PS o S3S, necessità ESD, presenza di acqua, rischio di perforazione, idrocarburi, abrasione e condizioni dell'ambiente di lavoro.

Ma se la domanda è:

“Cosa dovrei aspettarmi concretamente da una COFRA NITROGENIUM?”

La mia risposta è semplice:

meno peso da portare ad ogni passo, maggiore flessibilità, una buona gestione degli impatti, materiali pensati per molte ore di utilizzo e un livello di protezione professionale che non viene sacrificato per ottenere il comfort.

Ed è esattamente questo il motivo per cui tutta quella tecnologia descritta nella prima parte dell'articolo, alla fine, può avere davvero senso anche per chi delle sigle tecniche non vuole sapere assolutamente nulla.