L’abbigliamento da lavoro professionale Bricofer comprende capi e accessori pensati per accompagnare le attività manuali, artigianali, edili, manutentive e industriali. La scelta non riguarda soltanto l’aspetto del capo, ma anche il comfort durante turni lunghi, la libertà di movimento, la resistenza all’usura e la praticità nelle lavorazioni quotidiane.
È importante distinguere gli indumenti da lavoro ordinari dai dispositivi di protezione individuale. Un capo da lavoro può servire soprattutto a proteggere gli abiti civili da sporco e contaminazioni, mentre un DPI è progettato per proteggere da rischi specifici e deve rispondere a requisiti normativi precisi. Per questo, un abbigliamento definito professionale non è automaticamente un dispositivo di protezione.
Cosa comprende l’abbigliamento professionale
All’interno di questo ramo rientrano, in base alle esigenze d’uso, pantaloni da lavoro, giacche, gilet, tute, camici, salopette, felpe e giubbotti tecnici, insieme ad accessori coerenti con l’impiego professionale. Ogni tipologia può rispondere a necessità diverse: facilitare i movimenti, affrontare l’usura, proteggere dall’ambiente di lavoro o rendere più semplice la gestione delle attività ripetitive.
Per chi lavora all’esterno o in ambienti dove sono presenti veicoli in movimento, scarsa luce o necessità di essere individuati rapidamente, l’alta visibilità può diventare un criterio essenziale. Gli indumenti ad alta visibilità combinano materiale di fondo fluorescente e materiale retroriflettente o combinato. Quando sono destinati a situazioni professionali ad alto rischio, devono rispettare i requisiti della EN ISO 20471 e i requisiti generali della EN ISO 13688 per gli indumenti protettivi.
Come scegliere il capo adatto al lavoro
La scelta corretta parte dal rischio concreto e dal tipo di attività, perché non esiste un capo universale adatto a tutte le lavorazioni. Occorre considerare se il lavoro si svolge al chiuso o all’aperto, la stagione e il clima, la presenza di sporco o umidità, la frequenza dei lavaggi, la durata attesa del capo e l’eventuale necessità di essere visibili.
Quando esiste un possibile contatto con sostanze pericolose, non è sufficiente scegliere un indumento dall’aspetto tecnico. La protezione da agenti chimici o biologici dipende dal materiale, dalla struttura del capo, dalle cuciture, dalle chiusure e dalla classe di protezione prevista. Le caratteristiche dichiarate devono quindi corrispondere al rischio reale e all’impiego previsto.
Comfort, resistenza e compatibilità
Un abbigliamento professionale utile deve accompagnare i movimenti senza ostacolarli e mantenere una funzionalità adeguata nel tempo. I materiali e le tecnologie possono privilegiare robustezza, resistenza meccanica, leggerezza, visibilità o facilità di manutenzione, a seconda della funzione del capo.
Per gli indumenti orientati alla sicurezza è importante valutare anche la compatibilità con gli altri DPI. Pantaloni, giacche, tute e giubbotti devono poter essere utilizzati insieme a guanti, calzature, caschi, imbracature o protezioni respiratorie senza limitare eccessivamente i movimenti e il comfort.
Una categoria scelta per problemi concreti
Il valore di questa categoria sta nei problemi che aiuta ad affrontare ogni giorno: sporco sugli abiti civili, usura dovuta al lavoro manuale, necessità di muoversi con maggiore libertà, esposizione a condizioni ambientali variabili e bisogno di essere riconoscibili in determinate aree operative. Nei casi in cui il capo abbia una funzione protettiva specifica, la sua efficacia dipende però dalla corrispondenza tra caratteristiche tecniche, rischio e modalità d’uso.
La domanda più importante è quindi questa: l’indumento serve a lavorare più comodamente oppure deve proteggere da un rischio definito? La risposta orienta la scelta e aiuta a non confondere una divisa o un normale capo professionale con un DPI.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini, esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali
Uso corretto e durata dell’abbigliamento da lavoro
La manutenzione è parte integrante della funzionalità dell’abbigliamento professionale. Un capo sporco, usurato, danneggiato o con elementi riflettenti degradati può perdere efficacia, soprattutto quando svolge una funzione protettiva o contribuisce alla visibilità dell’operatore.
Come mantenere efficiente un indumento professionale?
Va seguito il ciclo di lavaggio e asciugatura previsto per il capo, insieme a un controllo visivo periodico. È necessario verificare lo stato del tessuto, delle cuciture, delle chiusure e degli eventuali elementi retroriflettenti. Quando l’indumento non mantiene più buone condizioni igieniche o funzionali, deve essere riparato o sostituito secondo necessità.
Per gli indumenti utilizzati come DPI, il datore di lavoro deve garantirne le buone condizioni attraverso manutenzione, riparazione o sostituzione. Anche l’utilizzatore deve sapere come indossare, conservare e usare correttamente il capo o il dispositivo, perché una gestione non corretta può comprometterne le prestazioni.
Qual è l’errore più frequente nella scelta?
L’errore più comune è considerare automaticamente protettivo qualsiasi capo definito da lavoro o tecnico. Uniformi, divise e indumenti ordinari non sono necessariamente destinati a proteggere la salute o la sicurezza. Prima dell’acquisto occorre quindi verificare il rischio dell’attività e le caratteristiche dichiarate dal prodotto.
Il prezzo o l’estetica sono criteri sufficienti?
No. Prezzo e aspetto possono influire sulla preferenza, ma non sostituiscono la valutazione dell’ambiente di lavoro, della resistenza necessaria, della visibilità, della manutenzione e della compatibilità con gli altri DPI. Un capo adatto deve rispondere alle condizioni reali in cui verrà utilizzato.
Quando serve prestare particolare attenzione all’alta visibilità?
Serve prestare particolare attenzione quando l’attività si svolge vicino a veicoli in movimento, in aree esterne, in condizioni di scarsa luce o quando l’operatore deve essere individuato rapidamente. In questi casi non basta che il capo sia appariscente: per gli impieghi professionali richiesti devono essere considerate la conformità alla norma applicabile e la conservazione nel tempo dei materiali fluorescenti e retroriflettenti.
Un indumento con protezione chimica offre sempre lo stesso livello di difesa?
No. Il livello di protezione varia in base al materiale, alla costruzione, alle cuciture, alle chiusure e alla classe prevista. Anche una protezione classificata come bassa non equivale a una difesa elevata in senso assoluto. La scelta deve sempre essere collegata alla sostanza, al rischio e all’uso previsto.
Valutare questi aspetti permette di scegliere l’abbigliamento professionale con maggiore consapevolezza e di evitare l’acquisto di un capo inadatto al lavoro da svolgere. La categoria comprende soluzioni diverse, ma la loro utilità dipende sempre dal contesto operativo e dalla corretta gestione durante la vita utile.
Elaborato creato e supervisionato da Tamara Fidone, Ufficio Tecnico e Relazioni con il pubblico