Nel ramo antinfortunistica anticaduta, la voce cricchetti non indica un utensile generico, ma un insieme di dispositivi e accessori usati per tensionare, regolare o bloccare una linea o un cordino in quota.
In pratica, si parla soprattutto di linee vita temporanee o mobili e di sistemi di posizionamento con regolazione a bloccaggio automatico. Il cricchetto serve a mettere in tensione la fune o il nastro di ancoraggio, a ridurre il gioco e a rendere più ordinata e sicura la messa in opera del sistema.
Questa categoria è utile a chi deve lavorare su coperture, tetti, superfici elevate o in altre situazioni in cui serve un punto di ancoraggio orizzontale o quasi orizzontale. Qui il prodotto non va inteso come elemento isolato, ma come parte di un sistema anticaduta più ampio, da integrare con imbracatura, ancoraggio e, quando richiesto, con assorbitore di energia o dispositivo retrattile.
Che cosa comprende davvero questa categoria
La categoria raccoglie soluzioni in cui il cricchetto è l’elemento che permette la tensione o la regolazione del sistema. Le linee vita temporanee o mobili rientrano tra gli impieghi più ricorrenti, così come i cordini e i sistemi di posizionamento che prevedono un bloccaggio automatico.
Alcune soluzioni includono anche un doppio blocco di sicurezza nel tenditore, una sacca per raccogliere l’eccedenza e moschettoni per il fissaggio. Non sono caratteristiche universali, ma sono elementi che compaiono spesso nelle configurazioni temporanee esaminate.
Come scegliere il prodotto giusto
La scelta dipende prima di tutto dall’uso reale. Se il bisogno è trattenere o posizionare l’operatore, il cricchetto può avere una funzione diversa rispetto a un sistema destinato all’arresto caduta.
La distinzione tra trattenuta, posizionamento e arresto caduta è centrale, perché influisce sulla compatibilità del prodotto, sulle norme applicabili e sul modo corretto di impiegarlo. Per questo il sistema va selezionato in base alla valutazione dei rischi, al tipo di lavoro e al tirante d’aria disponibile.
Un altro criterio importante riguarda i materiali. Nelle fonti compaiono acciaio zincato, acciaio inox e cinghie o funi in materiale tessile o sintetico. L’acciaio inox è spesso associato alla resistenza alla corrosione, mentre l’acciaio zincato ricorre nei componenti metallici e nei tenditori. La scelta, però, va sempre riferita al singolo prodotto e al contesto d’impiego.
Norme e compatibilità da tenere presenti
Per i dispositivi di ancoraggio temporanei ricorre la EN 795, con riferimenti anche a configurazioni tipo B e C per le linee vita temporanee o mobili.
Per i cordini e i sistemi di posizionamento compare la EN 358. Per i componenti di collegamento vengono richiamati gli agganci conformi alla EN 362.
Questi riferimenti aiutano a capire che il cricchetto non sostituisce gli altri elementi del sistema. Non prende il posto dell’ancoraggio, non sostituisce l’imbracatura e non elimina la necessità di eventuali dispositivi di dissipazione dell’energia della caduta.
Per chi è utile questa categoria
È una categoria pensata per chi deve organizzare un lavoro in quota in modo controllato e temporaneo. Serve a imprese, operatori e tecnici che cercano componenti o kit da integrare in un sistema anticaduta già definito.
Il valore pratico sta proprio nella regolazione della linea e nel mantenimento della tensione, perché un sistema correttamente messo in opera riduce il gioco della fune o del nastro e rende più chiara la gestione del punto di ancoraggio.
Domande frequenti
Il cricchetto da solo basta per lavorare in quota? No. Il cricchetto è solo un componente del sistema anticaduta e deve essere abbinato agli altri elementi richiesti dal caso specifico.
Una linea vita temporanea è un ancoraggio provvisorio? Sì. Le fonti la descrivono come un dispositivo di ancoraggio provvisorio usato per lavorare in quota, soprattutto su coperture e superfici elevate.
Il materiale è sempre lo stesso? No. Le fonti citano acciaio zincato, acciaio inox e parti tessili o sintetiche, ma il materiale varia in base al prodotto.
Posso usare qualsiasi componente insieme? No. La compatibilità va verificata sempre con le indicazioni del fabbricante e con la configurazione prevista dal sistema.
La firma editoriale del contenuto è: Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali.