Nel ramo Antinfortunistica Neri rientrano le calzature da lavoro e di sicurezza, declinate in colore nero o in finiture nere, pensate per proteggere il piede durante l’attività professionale. Non si tratta di un semplice dettaglio estetico, ma di un insieme di DPI che risponde a esigenze concrete di protezione contro urti, schiacciamenti, perforazioni, scivolamenti e altri rischi indicati dalla scheda tecnica del prodotto.
La categoria comprende in modo ragionevole scarpe basse, scarponcini e stivali di sicurezza o da lavoro con caratteristiche protettive. La scelta corretta dipende sempre dal rischio effettivo e dal contesto operativo, perché in ambito DPI la protezione va valutata in relazione alla mansione, all’ambiente e ai pericoli presenti. È questo il punto che distingue una calzatura adatta da una scarpa scelta solo per aspetto o comodità.
Per chi è utile questa categoria
Queste calzature servono a chi lavora in edilizia, logistica, magazzino, industria manifatturiera, manutenzione e, più in generale, in tutti i contesti in cui il piede può essere esposto a urti o compressioni. In alcuni ambienti possono essere richieste anche proprietà utili alla dissipazione delle cariche elettrostatiche, sempre in coerenza con la valutazione del rischio e con le specifiche tecniche del dispositivo.
Come orientarsi nella scelta
La risposta giusta parte da una domanda semplice. Quale rischio devo affrontare. Se serve una protezione più mirata contro la caduta di oggetti o gli urti frontali, può avere senso orientarsi verso modelli con puntale e caratteristiche di sicurezza adeguate. Se il problema principale è il contatto con superfici umide o la presenza di liquidi, diventano più rilevanti le versioni impermeabili o resistenti alla penetrazione di liquidi. Se invece si lavora su piani lisci o scivolosi, conta molto l’aderenza della suola, perché la resistenza allo scivolamento è uno dei requisiti tecnici considerati per le calzature di sicurezza.
Anche l’altezza del modello ha un ruolo pratico. Le versioni basse privilegiano leggerezza e libertà di movimento, mentre quelle alte o gli scarponcini offrono una copertura maggiore della caviglia. Gli stivali di sicurezza rispondono invece a esigenze più specifiche di protezione e copertura, soprattutto in contesti operativi più esposti. Non esiste un modello migliore in assoluto. Esiste il modello più adatto al rischio reale.
Norme e requisiti tecnici da considerare
Le calzature di sicurezza rientrano nei DPI e, in termini generali, il quadro dei dispositivi di protezione individuale è definito dal D.Lgs. 81/2008. Per le safety footwear il riferimento tecnico rilevante è la UNI EN ISO 20345, richiamata da fonti tecniche come standard di settore per i requisiti delle calzature di sicurezza. Questo significa che il prodotto va letto nella sua scheda tecnica, non solo nella descrizione commerciale.
Il dato importante, per chi acquista o confronta, è capire quali prestazioni sono dichiarate e a quale esigenza rispondono. La norma e la classificazione servono proprio a definire requisiti e metodi di prova. Per questo due scarpe nere possono sembrare simili ma offrire livelli di protezione diversi, in base alla destinazione d’uso e alle caratteristiche tecniche realmente documentate.
Domande frequenti
Le scarpe nere sono tutte antinfortunistiche. La risposta è no. Il colore non dice nulla, da solo, sul livello di protezione. Bisogna verificare la natura del prodotto, la scheda tecnica e il rischio per cui è stato scelto.
Serve sempre una scarpa di sicurezza. La risposta è no. La scelta dipende dalla valutazione del rischio. In alcuni casi può essere sufficiente una calzatura da lavoro meno protettiva, in altri è necessario un vero DPI per il piede.
La resistenza allo scivolamento basta da sola. La risposta è no. È un requisito importante, ma non sostituisce la protezione contro urti, schiacciamenti, perforazioni o altri rischi previsti dal prodotto.
Le calzature vanno mantenute e controllate nel tempo. La risposta è sì. L’uso corretto, la pulizia secondo le indicazioni del fabbricante, il controllo periodico e la sostituzione quando il dispositivo si deteriora fanno parte della sicurezza reale, non solo dell’acquisto.
In questa categoria trovano spazio anche soluzioni evolute. Le fonti tecniche citano infatti sviluppi verso DPI intelligenti, con sensori o integrazioni tecnologiche, purché resti valida la certificazione del dispositivo. È un segnale chiaro di come il settore si stia muovendo verso prodotti più avanzati, senza perdere il ruolo primario di protezione.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali