Le scarpe antinfortunistiche S1P Cofra sono pensate per chi lavora in ambienti in cui servono protezione meccanica di base, resistenza alla perforazione e comfort per un uso prolungato. Questa categoria raccoglie calzature di sicurezza adatte soprattutto a contesti indoor o a lavorazioni dove la traspirabilità del piede è importante, mentre non coincide automaticamente con modelli impermeabili o adatti a condizioni di forte esposizione all’acqua.
In questa famiglia di prodotti la sigla S1P indica una struttura orientata alla sicurezza e alla praticità quotidiana. Le schede Cofra mostrano infatti soluzioni con puntale resistente a 200 J, lamina antiperforazione e, in base al modello, suole antistatiche o con caratteristiche specifiche aggiuntive. Per questo il ramo non va letto come una semplice raccolta di scarpe simili, ma come un insieme di modelli progettati per risolvere esigenze diverse, dal lavoro leggero alla logistica, fino a determinati ambienti industriali interni.
Quando ha senso scegliere una S1P Cofra
La risposta è semplice: quando il lavoro richiede protezione del piede senza bisogno di una calzatura pesante o impermeabile. Le informazioni di catalogo indicano modelli con tomaie in pelle scamosciata forata, tessuto traspirante, microfibra o materiali sintetici, sempre con attenzione alla gestione dell’umidità e al comfort. Questo rende la categoria interessante per chi passa molte ore in piedi e ha bisogno di una scarpa stabile, leggera e più fresca rispetto ad altri modelli di sicurezza.
Le S1P Cofra possono essere adatte a logistica, industria leggera, microelettronica, alimentare e altri contesti indoor, ma non ogni modello è pensato per gli stessi usi. Alcune schede specificano chiaramente che un prodotto è raccomandato per determinati settori e non per industria pesante o costruzioni. La scelta corretta dipende quindi dal luogo di lavoro reale, non solo dalla sigla della categoria.
Quali elementi cambiano davvero da un modello all’altro
La differenza più importante riguarda materiali e costruzione. Nei modelli osservati compaiono puntali in acciaio, alluminio o fibra di vetro, tutti dichiarati resistenti a 200 J secondo la scheda del singolo articolo. Anche la lamina antiperforazione può essere metallica o non metallica, con soluzioni come APT Plate, APT Plus o PEP Plate, descritte come sistemi Zero Perforation. Alcuni modelli sono Metal Free, una caratteristica utile quando si cercano calzature senza componenti metalliche per motivi di leggerezza o di compatibilità con certi ambienti di lavoro.
Contano molto anche la suola e gli interni. Le schede Cofra riportano suole in полиuretano, TPU o combinazioni di materiali, oltre a fodere tridimensionali e traspiranti in poliestere o poliammide, sottopiedi anatomici e forati, e plantari orientati al comfort come EVANIT o MEMORY PLUS. Questi elementi non modificano la sigla S1P, ma cambiano in modo concreto la sensazione d’uso durante tutta la giornata.
Come leggere correttamente la categoria
La risposta è questa: bisogna controllare sempre la scheda tecnica del singolo modello. Nelle informazioni Cofra compaiono sia la norma EN ISO 20345:2011 sia la EN ISO 20345:2022, quindi la categoria non è omogenea dal punto di vista normativo. Anche le sigle di prestazione possono cambiare, con combinazioni come S1 P SRC o S1 P FO SR. Per chi acquista, questo significa che non basta fermarsi alla sola scritta S1P, perché il prodotto va valutato nel suo insieme.
Se l’obiettivo è un uso continuativo, conviene osservare anche la traspirazione, il tipo di fodera, il plantare e la calzata. In alcuni modelli Cofra la vestibilità è indicata in Mondopoint 10,5 o 11, un dato utile per distinguere scarpe molto simili ma diverse nella calzata reale. Questo dettaglio può fare la differenza quando si cerca una soluzione confortevole per molte ore di utilizzo.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali