Nel ramo Antinfortunistica → Guanti da Lavoro → Cofra rientrano guanti di protezione per le mani pensati per impieghi professionali, non un assortimento generico. La categoria comprende DPI differenti per funzione e livello di protezione, con modelli destinati a rischi meccanici, chimici e ambientali, e con varianti che possono coprire anche esigenze termiche, freddo, saldatura o contatto con alimenti, in base alla certificazione del singolo prodotto.
Per scegliere bene non basta fermarsi alla parola “guanto”. Bisogna leggere la marcatura e capire quale rischio viene effettivamente coperto, perché un guanto può essere adatto al taglio, al calore, a sostanze chimiche oppure a più rischi insieme, ma non in modo automatico. È questa la differenza che rende la categoria utile a chi lavora in officina, in produzione, nella manipolazione fine, nella logistica o in contesti dove la protezione della mano deve restare compatibile con presa, destrezza e comfort.
Cosa distingue i guanti Cofra di questa categoria
COFRA presenta questa gamma come una selezione di guanti progettati per proteggere le mani in scenari professionali diversi. Alcuni modelli sono orientati alla resistenza meccanica, altri alla precisione, altri ancora alla protezione termica o chimica. La categoria quindi va letta come un insieme di soluzioni tecniche, costruite per risolvere problemi specifici e non come una semplice proposta di guanti da lavoro universali.
La norma generale di riferimento è la ISO 21420:2020, che definisce requisiti di base su progettazione, costruzione, innocuità, comfort, efficienza e informazioni del fabbricante. Questa norma non stabilisce però la protezione specifica contro un rischio determinato. Per questo motivo la scelta corretta richiede sempre di affiancare la norma generale alla certificazione legata al pericolo effettivo.
Come leggere le protezioni e scegliere il modello giusto
Se il problema principale è il rischio meccanico, il riferimento è la EN 388. Le schede COFRA mostrano marcature diverse, come 4X42F o 2541E, che indicano livelli differenti di resistenza ad abrasione, taglio, strappo e perforazione, oltre al taglio TDM nelle versioni più recenti. La risposta pratica è semplice: non basta cercare un guanto “antitaglio”, perché la marcatura completa spiega quali prestazioni offre davvero.
Quando il lavoro comporta anche esposizione al calore, entrano in gioco i guanti certificati EN 407. COFRA indica modelli che possono combinare resistenza al taglio e resistenza termica, con esempi di prodotti adatti anche alla manipolazione di oggetti caldi fino a 250 °C o a contatti accidentali con il calore. In questi casi il vantaggio è avere un guanto multirischio, ma solo se la scheda conferma entrambe le funzioni.
Per agenti chimici e microbiologici, invece, la documentazione richiama le norme EN ISO 374-1, EN 374-2, EN 16523-1, EN 374-4 ed EN ISO 374-5. Questo significa che alcuni modelli della categoria possono essere pensati per protezione chimica e microbiologica, spesso in versione monouso o leggera, con superficie antiscivolo e maggiore spessore del palmo per migliorare la durata.
La scelta corretta quindi parte da una domanda precisa: qual è il rischio reale da coprire? Se serve sensibilità tattile e precisione, possono essere più indicati guanti in poliuretano. Se servono presa, resistenza e protezione meccanica, entrano in gioco nitrile, nitrile espanso o fodere tecniche studiate per bilanciare flessibilità e resistenza al taglio. Se invece l’obiettivo è lavorare su superfici calde o in presenza di calore, la presenza di EN 407 diventa decisiva.
Materiali, presa e comfort: perché contano davvero
La gamma COFRA evidenzia l’uso di nitrile, lattice, poliuretano e fodere tecniche. Il materiale non incide solo sul comfort, ma anche su aderenza, destrezza, comportamento con il calore, resistenza all’abrasione e compatibilità con certe sostanze. Un palmo in nitrile espanso, per esempio, può migliorare la presa, mentre un rivestimento in poliuretano è più orientato alla sensibilità necessaria nelle lavorazioni di precisione.
Questi dettagli fanno la differenza nell’uso quotidiano. Un guanto troppo rigido ostacola il lavoro fine, mentre uno troppo leggero può non offrire la protezione richiesta. Per questo la categoria è utile soprattutto quando si cerca un equilibrio tra sicurezza e operatività reale, non solo un livello di protezione astratto.
In pratica, un guanto Cofra di questa categoria va scelto partendo dal rischio, poi dal livello di protezione e infine dal materiale. Solo così si evita di acquistare un DPI corretto sulla carta ma poco adatto al lavoro da svolgere.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali