Nel ramo Antinfortunistica → Guanti da Lavoro → Guanti Lattice → Payper rientrano guanti protettivi in lattice pensati per l’uso professionale e tecnico, dove la scelta non può essere generica.
Il punto di partenza è sempre il rischio da affrontare. Un guanto in lattice può essere adatto in alcune attività di pulizia, manipolazione di materiali, protezione dallo sporco, dalla contaminazione o, in certi casi, da agenti biologici. Non va però considerato una protezione universale, perché la sua idoneità dipende dal tipo di impiego e dalle prestazioni dichiarate per quello specifico prodotto.
Quando si parla di guanti da lavoro veri e propri, la differenza conta. I dispositivi per rischio meccanico fanno riferimento alla norma EN 388, mentre quelli per rischio chimico e biologico sono collegati alla UNI EN 374, con valutazioni sulla resistenza alla permeazione e sulla protezione da microorganismi. Per questo la scelta corretta deve sempre partire dalla valutazione del rischio e dall’uso previsto del dispositivo.
Per chi sono indicati i guanti in lattice
Questi guanti servono a chi cerca un dispositivo tecnico per lavorare con buona sensibilità manuale, protezione e praticità d’uso. Sono rilevanti in contesti professionali in cui occorre difendere le mani da contaminazione, sporco o alcuni agenti biologici, ma sempre verificando che il prodotto sia coerente con il rischio reale dell’attività.
Il lattice resta un materiale diffuso e utile in molte applicazioni, anche se la documentazione tecnica ricorda che il nitrile è spesso indicato come più performante. La scelta, quindi, non va fatta solo in base a elasticità o tatto percepito, ma soprattutto in base alla compatibilità con sostanze o contaminanti presenti nell’ambiente di lavoro.
Cosa valutare prima dell’acquisto
La scelta corretta dipende dal tipo di rischio, dal livello di destrezza richiesto, dalla resistenza meccanica necessaria e dalla compatibilità con eventuali sostanze chimiche o contaminanti. Va considerata anche la presenza di allergie o sensibilizzazioni al lattice, perché il materiale può non essere adatto a tutti gli utilizzatori.
In ambito professionale è importante anche verificare la conformità del guanto ai requisiti essenziali di sicurezza e la presenza della documentazione di conformità richiesta, oltre alla marcatura CE quando prevista. Un guanto in lattice può essere utile, ma va sempre letto insieme alla norma di riferimento e al livello di protezione dichiarato dal produttore.
Protezione corretta e uso responsabile
I guanti non sostituiscono le altre misure di prevenzione. Nel rischio biologico, per esempio, la protezione efficace si basa anche su lavaggio delle mani, corretta gestione dei rifiuti potenzialmente infetti, sanificazione degli ambienti e uso di DPI idonei. Il guanto va quindi considerato come parte di un sistema di protezione più ampio.
Anche la compatibilità con altri DPI è un aspetto da non trascurare, soprattutto quando i rischi sono multipli e i dispositivi devono essere usati insieme. Se il guanto si deteriora, perde elasticità o presenta lacerazioni, la sua funzione protettiva può risultare compromessa.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali