I guanti da lavoro con palmo spalmato Payper sono una famiglia pensata per chi deve maneggiare oggetti, componenti o materiali con più sicurezza rispetto a un guanto tessile non spalmato.
La spalmatura funzionale sul palmo, e in alcuni casi su palmo e dita o su tutta la mano, serve a migliorare presa, destrezza e resistenza all’uso senza irrigidire troppo il guanto.
Per questo ramo rientrano modelli tessili o a maglia con rivestimenti diversi, come poliuretano, nitrile, cotone spalmato NBR e microschiuma di nitrile.
La proposta Payper distingue i guanti spalmati dai guanti antitaglio: i primi puntano soprattutto su flessibilità, sensibilità e grip, mentre i secondi associano alla struttura di base una resistenza al taglio più marcata.
Quando ha senso scegliere un guanto palmo spalmato
Questa categoria è utile quando il problema reale non è solo proteggere la mano, ma anche mantenere una presa stabile su superfici scivolose, abrasive o sporche.
Le schede Payper richiamano infatti impieghi come manipolazioni pesanti, metalli, materiali tagliati e abrasivi, oltre a olio, grasso, sporco, idrocarburi e lubrificanti.
In pratica, il palmo spalmato viene usato per dare più controllo nella presa, soprattutto quando serve lavorare con continuità e con mani più libere nei movimenti.
Quali differenze contano davvero
La differenza più importante riguarda il materiale della spalmatura e il supporto tessile.
Payper propone modelli in poliuretano su supporto in poliestere 13G, versioni in cotone spalmato NBR e soluzioni con microschiuma di nitrile, anche in doppia spalmatura con primo strato liscio e secondo strato effetto sabbiato sul palmo.
La microschiuma di nitrile è pensata per unire comfort, traspirabilità e buona presa sull’intera mano.
La doppia spalmatura, invece, punta a migliorare il grip anche in presenza di superfici umide o oleose.
Come scegliere il modello più adatto
La scelta corretta parte sempre dall’ambiente di lavoro.
Se serve soprattutto sensibilità manuale e un buon equilibrio tra comfort e presa, sono più adatti i modelli con spalmatura leggera sul palmo e filati sottili ed elasticizzati.
Se invece il lavoro coinvolge superfici bagnate, unte o manipolazioni più gravose, la documentazione Payper indica come più efficaci le soluzioni in nitrile o microschiuma di nitrile, anche con finitura sabbiata.
Se l’attività presenta anche un rischio meccanico più evidente, è importante controllare la prestazione del guanto secondo EN 388, perché la sola spalmatura non basta a definire il livello di protezione contro abrasione, taglio, strappo o perforazione.
Perché la marcatura EN 388 va letta sempre
La EN 388 è centrale per questa categoria perché specifica requisiti, metodi di prova, marcatura e informazioni del fabbricante per i guanti contro i rischi meccanici.
Questo significa che due guanti palmo spalmato possono sembrare simili, ma avere prestazioni diverse in prova e quindi campi d’impiego diversi.
Per l’acquirente la regola è semplice: non scegliere solo in base all’aspetto esterno o al tipo di rivestimento, ma leggere anche la marcatura e il livello dichiarato.
Dettagli costruttivi che incidono sull’uso
Alcuni elementi migliorano la praticità quotidiana senza cambiare la natura della categoria.
Tra questi ci sono il dorso aerato nei modelli orientati alla traspirazione, il polsino in maglia o elasticizzato per aderire meglio al polso e i rinforzi nel punto tra pollice e indice, utili nei punti più sollecitati.
La documentazione Payper segnala anche che il colore del bordo può variare in funzione della taglia, un aiuto concreto per riconoscere più rapidamente la misura corretta.
In sintesi, i guanti palmo spalmato Payper sono una soluzione equilibrata per chi cerca presa, sensibilità e comfort in ambito professionale, con scelte diverse in base al tipo di spalmatura, al supporto e alla reale intensità del lavoro.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali