Le mascherine della categoria Antinfortunistica Protezione Vie Respiratorie sono dispositivi pensati per proteggere bocca, naso e mento in contesti di lavoro, prevenzione sanitaria o esposizione ad aerosol, particolato e, in alcuni casi, agenti biologici.
Dentro questo ramo rientrano soprattutto i facciali filtranti FFP1, FFP2 e FFP3, che non sono tutti uguali e non vanno confusi con le mascherine chirurgiche. La differenza principale sta nella funzione. I facciali filtranti sono DPI per la protezione delle vie respiratorie, mentre le mascherine chirurgiche servono soprattutto a limitare la diffusione verso l’esterno delle secrezioni respiratorie.
La scelta corretta dipende dal rischio da affrontare. In generale, FFP2 e FFP3 offrono prestazioni superiori rispetto a FFP1 e risultano più adatti quando serve una protezione da goccioline e aerosol. Nei materiali INAIL sono richiamati valori indicativi di filtrazione del 94% per FFP2 e del 99% per FFP3, sempre nel rispetto delle caratteristiche tecniche del dispositivo.
Il punto decisivo, però, non è solo la capacità filtrante. Conta anche la tenuta sul volto, perché un facciale filtrante efficace deve aderire bene al viso per limitare la perdita verso l’interno. Per questo la categoria comprende prodotti che possono essere più o meno adatti a seconda della conformazione del volto, del contesto di utilizzo e del livello di esposizione presente.
La norma tecnica di riferimento per i facciali filtranti antipolvere è la UNI EN 149:2009, che ne disciplina requisiti minimi e prove tecniche di efficienza, traspirabilità e stabilità della struttura. In un acquisto consapevole, questi aspetti contano almeno quanto la classe indicata in etichetta, perché spiegano come il dispositivo si comporta davvero durante l’uso.
Quando si valuta una mascherina di questa categoria, conviene chiedersi prima di tutto quale rischio deve affrontare, poi quale livello di protezione è richiesto e infine se il modello scelto è coerente con le indicazioni aziendali o con le procedure di sicurezza adottate. È un criterio semplice, ma è quello che evita gli errori più comuni, come trattare tutte le mascherine allo stesso modo o usare un dispositivo non adatto al contesto.
In questa categoria possono esserci anche varianti con o senza valvola. La differenza è pratica e riguarda il comfort e la gestione dell’umidità espirata, ma non rende i prodotti intercambiabili in ogni situazione. Anche per questo la selezione non dovrebbe basarsi solo sull’abitudine, ma sulla destinazione d’uso reale.
Per chi cerca una protezione respiratoria, il valore di questa categoria sta proprio nel raggruppare dispositivi scelti dal mercato perché rispondono a problemi specifici: contenere l’esposizione, migliorare la sicurezza individuale e offrire livelli diversi di filtrazione e aderenza in base al rischio.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali