Le scarpe antinfortunistiche Base Protection rientrano nella categoria delle calzature di sicurezza per uso professionale. Sono pensate per proteggere il piede nei contesti di lavoro in cui possono essere presenti rischi meccanici, di scivolamento o altri pericoli compatibili con i requisiti della norma di riferimento.
In questa famiglia rientrano soluzioni destinate a chi lavora in ambito industriale, logistico, edile, manutentivo o artigianale, dove la protezione non riguarda solo il puntale, ma anche la resistenza della suola, l’aderenza e la capacità di affrontare le sollecitazioni tipiche della mansione.
Che cosa indica questa categoria
La categoria raccoglie calzature di sicurezza progettate per ridurre i danni da urto, schiacciamento, penetrazione della suola, scivolamento e altri rischi presenti sul posto di lavoro. La scelta corretta parte sempre dal pericolo prevalente, non dall’aspetto della scarpa o da una definizione generica di scarpa da lavoro.
A livello europeo, queste calzature rientrano nei dispositivi di protezione individuale disciplinati dal Regolamento (UE) 2016/425, che richiede marcatura CE e conformità ai requisiti essenziali di salute e sicurezza. Per il mercato UE, la norma centrale di riferimento è la ISO 20345:2021, con riferimento tecnico rilevante anche alla EN ISO 20345:2022 come norma armonizzata.
Come scegliere in modo corretto
La risposta corretta è partire dal rischio reale della mansione. Se il lavoro espone soprattutto a urti e schiacciamento, servono safety footwear coerenti con la ISO 20345. Se invece l’attività riguarda ambiti più specialistici, come fonderia o saldatura, il riferimento cambia e possono entrare in gioco norme diverse, come ISO 20349-1 e ISO 20349-2.
Contano anche i dettagli costruttivi. Il puntale può essere metallico o non metallico, e questa scelta incide sul progetto complessivo della calzatura, compresi peso e comportamento termico, ma va sempre valutata insieme alla certificazione finale del prodotto. Anche la calzata, la chiusura, il peso e la traspirabilità incidono sull’uso quotidiano, perché un DPI deve essere indossabile per tempi prolungati senza compromettere la sicurezza o la praticità.
Il tema dello scivolamento
La resistenza allo scivolamento non è un dettaglio secondario. Il Regolamento (UE) 2016/425 la richiama in modo esplicito per le calzature protettive e stabilisce che le suole progettate per prevenire lo scivolamento devono assicurare una presa adeguata rispetto alla superficie. In altre parole, l’antiscivolo è una funzione di sicurezza, non solo di comfort.
Per chi lavora su superfici umide, variabili o industriali, questo aspetto diventa decisivo quanto la protezione meccanica. È uno dei motivi per cui la categoria viene scelta dal mercato proprio per risolvere problemi concreti legati alla stabilità e alla sicurezza del passo.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali
Manutenzione e uso sicuro delle scarpe antinfortunistiche
Le scarpe antinfortunistiche mantengono la loro funzione di protezione solo se vengono usate e conservate correttamente. La risposta breve è questa: una calzatura certificata non va considerata eterna, perché usura della suola, tagli, deformazioni, danni al puntale o perdita di aderenza possono ridurre la protezione effettiva.
Per questo il controllo periodico dello stato della scarpa è parte integrante dell’uso sicuro. Il principio è semplice: un DPI è conforme se correttamente mantenuto e usato per lo scopo previsto. Quando si valuta un acquisto, quindi, non bisogna fermarsi alla sola protezione nominale, ma considerare anche la durata d’impiego nelle condizioni reali di lavoro.
Quando una scarpa non è più adatta
Se la suola è consumata, se il grip è ridotto, se il puntale risulta danneggiato o se la calzatura ha perso la sua struttura, la protezione può non essere più affidabile. La scelta giusta non è quella più appariscente, ma quella coerente con il rischio e con l’uso quotidiano previsto.
Questo vale soprattutto nei contesti industriali, logistici, edili e manutentivi, dove la scarpa viene sottoposta a sollecitazioni continue e le prestazioni di sicurezza devono restare costanti per tutta la durata di utilizzo prevista.
Domande frequenti utili alla scelta
La domanda più corretta è: quale livello di protezione serve davvero? La risposta dipende dal pericolo principale del lavoro, perché non tutte le scarpe da lavoro appartengono alla stessa classe di rischio.
Un altro dubbio frequente riguarda il puntale. La risposta è che può essere metallico o non metallico, e la scelta va letta dentro il progetto complessivo della calzatura, non come caratteristica isolata.
Un’ulteriore domanda riguarda la differenza tra scarpe di sicurezza e calzature specialistiche. La risposta è che la ISO 20345 copre le safety footwear di impiego generale, mentre altre norme, come quelle per fonderia e saldatura, rispondono a esigenze più specifiche.
In sintesi, Base Protection in questa pagina va interpretata come un ramo di scarpe antinfortunistiche selezionate dal mercato per esigenze di protezione reale. La valutazione più corretta unisce conformità normativa, aderenza, comfort d’uso e compatibilità con il tipo di lavoro.
Elaborato creato e supervisionato da Tamara Fidone , Ufficio Tecnico e Relazioni con il pubblico