Le scarpe Cardinale, in questa pagina, vanno lette come una sotto-categoria di scarpe antinfortunistiche pensate per l’uso professionale. La scelta non dipende da un’etichetta generica, ma dal livello di protezione richiesto nel lavoro quotidiano, dal tipo di ambiente e dalla classe di sicurezza dichiarata dal modello.
La norma di riferimento è la ISO 20345:2021, aggiornata da un emendamento pubblicato nel 2024, e recepita in Italia come UNI EN ISO 20345:2024. Questa base normativa riguarda i requisiti delle calzature di sicurezza per usi generali e prende in considerazione protezione contro i rischi meccanici, resistenza allo scivolamento, rischi termici ed ergonomia.
In pratica, questa categoria serve quando il piede può essere esposto a urti, schiacciamento, abrasione, superfici scivolose o corpi appuntiti a terra. Per questo rientra tra i dispositivi di protezione individuale usati in cantiere, industria, magazzino, logistica e manutenzione.
La differenza più utile da comprendere è quella tra le classi di sicurezza. Le più note sono S1, S1P e S3. La classificazione orienta la scelta in base alle prestazioni richieste, e il suffisso P indica la protezione anti-perforazione. In modo prudente, si può dire che S1 e S1P sono più adatte ad ambienti interni o a basso rischio di umidità, mentre S3 viene scelta quando serve una protezione più completa in contesti impegnativi.
Quando si valuta un modello Cardinale, la domanda giusta non è solo quale scarpa sembri più robusta, ma quale classe corrisponda davvero al rischio del lavoro. La norma ISO 20345 copre le calzature di sicurezza per uso generale, mentre per rischi speciali servono norme complementari dedicate. Questa distinzione è fondamentale per evitare acquisti non coerenti con l’impiego reale.
Anche i materiali possono variare da modello a modello, perché la categoria è eterogenea. Per questo è corretto considerare sempre resistenza all’usura, traspirazione, peso, aderenza e comfort, oltre alla classe dichiarata dal produttore. La norma include anche requisiti ergonomici, quindi la protezione deve andare di pari passo con l’usabilità durante l’intera giornata di lavoro.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali