Le finestre e i lucernari rientrano in un ramo merceologico che unisce chiusura, illuminazione naturale e, in molti casi, ventilazione degli ambienti edilizi.
La distinzione tra i diversi prodotti è importante già in fase di scelta, perché una finestra inserita in parete verticale non va confusa con una finestra da tetto o con un lucernario di copertura.
Le fonti tecniche indicano infatti che la UNI EN 14351-1 disciplina le prestazioni di finestre, porte esterne pedonali, serramenti doppi e accoppiati, includendo anche alcune finestre da tetto, mentre i rooflights e i lucernari seguono riferimenti specifici come EN 1873 ed EN 14963.
Questo significa che la categoria non è un contenitore generico, ma un insieme di soluzioni che rispondono a problemi diversi: portare luce, favorire il ricambio d’aria, adattarsi a una facciata o a una copertura, semplificare la pulizia o rispondere a particolari esigenze di posa.
Per chi deve acquistare, il primo criterio è capire dove verrà installato il prodotto.
Una finestra in parete, una finestra apribile su tetto inclinato e un lucernario continuo su copertura piana o inclinata non hanno la stessa funzione né gli stessi riferimenti tecnici.
La scelta dipende anche dal tipo di apertura, perché le finestre possono essere fisse, apribili o parzialmente apribili, con sistemi come anta battente, ribalta, proiezione, bilico o scorrimento.
In pratica, si valuta quanto serve aerare, quanta luce naturale si vuole ottenere, se serve accedere facilmente per la pulizia e quali prestazioni termoacustiche sono richieste dal contesto di utilizzo.
Le finestre e i lucernari sono quindi prodotti da leggere come risposta a un’esigenza progettuale precisa, non come semplice elemento accessorio dell’edificio.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali
Come distinguere correttamente finestre, finestre da tetto e lucernari
La distinzione corretta è questa: la finestra è un serramento destinato a chiudere un’apertura, spesso in parete verticale, mentre la finestra da tetto lavora su una copertura inclinata e il lucernario risponde a logiche specifiche di illuminazione zenitale.
Questa differenza conta perché cambiano il campo di applicazione delle norme, i criteri di valutazione e spesso anche le modalità di posa e manutenzione.
Per questo motivo, in catalogo è utile non sovrapporre automaticamente i prodotti solo perché tutti servono a far entrare luce nell’edificio.
Un lucernario può essere la scelta giusta quando l’obiettivo principale è illuminare dall’alto un ambiente coperto, mentre una finestra tradizionale resta la soluzione più lineare quando si lavora su una facciata verticale.
Le finestre da tetto, invece, occupano una posizione intermedia e sono particolarmente rilevanti quando la luce deve arrivare da una falda o da una copertura inclinata.
Cosa valutare prima dell’acquisto
Prima dell’acquisto conviene partire da quattro domande semplici: dove sarà installato il prodotto, quanta luce deve portare, quanta aerazione deve consentire e quanto sarà facile accedere per pulizia o manutenzione.
A queste si aggiunge il tema della sicurezza, perché la norma citata per le finestre non tratta il prodotto come elemento strutturale né considera la capacità di apertura come requisito di evacuazione.
Se l’intervento ha esigenze particolari di sicurezza o di via di fuga, servono quindi verifiche aggiuntive rispetto alla sola classificazione di finestra.
Anche il tipo di vetro e la configurazione del sistema incidono sulla scelta, perché il settore comprende soluzioni con vetri di diversa natura e con telai pensati per esigenze differenti.
Il punto chiave è non ragionare per definizioni generiche, ma per prestazioni richieste e geometria di installazione.
Manutenzione e attenzione in copertura
Per i prodotti installati in copertura il tema manutentivo è particolarmente importante.
Le indicazioni tecniche richiamano infatti la necessità di prevedere misure preventive e protettive che consentano accesso, transito e lavoro in sicurezza.
I lucernari integrati nella copertura sono punti delicati e vanno considerati già nella pianificazione degli interventi, perché in cantiere o durante la manutenzione possono rappresentare un rischio se non gestiti correttamente.
Per questo, quando si parla di lucernari, la valutazione non riguarda solo la resa in luce ma anche la facilità con cui l’elemento può essere ispezionato, pulito o sostituito.
È una differenza concreta rispetto a molte finestre in facciata, dove l’accessibilità può essere più semplice ma resta comunque da valutare caso per caso.
Domande frequenti utili per orientarsi
La differenza tra finestra da tetto e lucernario è che la prima è un serramento installato su copertura inclinata, mentre il lucernario è un sistema di copertura con riferimenti tecnici propri.
Se il prodotto è adatto a una copertura piana o inclinata dipende dalla sua configurazione e dal suo campo di applicazione, quindi non si può dedurre solo dal nome commerciale.
La manutenzione ordinaria va considerata soprattutto per i prodotti in copertura, perché accesso e sicurezza sono aspetti centrali nella gestione dell’edificio.
La scelta finale, in sintesi, deve partire dall’uso reale: chiudere un vano, illuminare dall’alto, favorire la ventilazione oppure combinare più esigenze nello stesso intervento.
Elaborato creato e supervisionato da Tamara Fidone , Ufficio Tecnico e Relazioni con il pubblico