Abbigliamento ignifugo per rischi di fiamma e calore
L’abbigliamento ignifugo è progettato per ridurre l’esposizione del corpo a fiamma e calore durante attività professionali specifiche.
La categoria comprende dispositivi di protezione individuale come giacche, pantaloni, tute, salopette, grembiuli e capi alta visibilità o multirischio.
La scelta, però, non dovrebbe partire soltanto dal nome del tessuto o dalla parola ignifugo, ma dal rischio effettivamente presente nell’ambiente di lavoro.
La norma di riferimento più diretta per la protezione da calore e fiamma è la ISO 11612.
Riguarda indumenti realizzati con materiali flessibili e destinati a proteggere il corpo, ad eccezione delle mani, da diverse forme di esposizione termica.
A seconda del capo e delle prestazioni dichiarate, la protezione può riguardare calore convettivo, radiante, di contatto o spruzzi di metallo fuso.
Qual è la differenza tra limitata propagazione della fiamma e protezione dal calore?
Un indumento a limitata propagazione della fiamma non è automaticamente adatto a ogni esposizione termica.
La ISO 14116 riguarda materiali e indumenti progettati per limitare la propagazione della fiamma, mentre la ISO 11612 è più adatta quando, oltre alla fiamma, è presente un rischio termico rilevante.
Questa distinzione consente di collegare le prestazioni dichiarate alla situazione operativa, evitando di sovrastimare un capo soltanto perché viene descritto come ignifugo.
Come scegliere il capo adatto
Per scegliere correttamente occorre valutare il tipo di pericolo, l’intensità dell’esposizione e l’eventuale presenza di rischi aggiuntivi.
La costruzione del capo, il numero di strati, la vestibilità e la copertura delle zone esposte incidono sulle prestazioni complessive tanto quanto il materiale impiegato.
Per questo un capo spesso o pesante non può essere considerato automaticamente più protettivo senza verificare le prove e le marcature dichiarate.
In alcuni settori industriali può essere necessario considerare anche l’arco elettrico o le cariche elettrostatiche.
Per l’arco elettrico possono essere pertinenti prove come quelle indicate dalla IEC 61482-1-1, mentre per le proprietà elettrostatiche e i requisiti di progettazione degli indumenti protettivi può essere rilevante la BS EN 1149-5.
Queste caratteristiche non sono automaticamente presenti in ogni indumento ignifugo e devono essere verificate sul singolo prodotto.
Una categoria legata a problemi operativi concreti
L’abbigliamento ignifugo viene scelto quando il lavoro può esporre il corpo a fiamma, calore o a una combinazione di rischi che richiede prestazioni specifiche.
La categoria aiuta quindi a individuare capi destinati a ridurre l’esposizione in scenari professionali differenti, ma non sostituisce la valutazione del rischio e la verifica delle caratteristiche del prodotto.
Anche il microclima è un elemento da considerare.
Il vestiario influenza gli scambi termici del corpo e la sua compatibilità con l’ambiente di lavoro, il livello di attività fisica e l’eventuale necessità di vestirsi a strati deve essere valutata con attenzione.
Un DPI termico deve quindi essere coerente non solo con il pericolo, ma anche con le condizioni reali in cui viene indossato.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali