I giubbotti imbottiti Jamesross sono pensati per chi lavora in ambienti freddi, all’aperto o soggetti a variazioni di temperatura e condizioni atmosferiche.
La categoria comprende giubbotti e giacche da lavoro imbottiti o foderati, progettati soprattutto per trattenere il calore corporeo e limitare la dispersione termica.
A seconda della costruzione, alcuni modelli possono offrire anche protezione dal vento, dalla pioggia leggera o dall’umidità.
Quali modelli comprende la categoria
Nel ramo rientrano giubbotti imbottiti classici, giacche con fodera in pile, giubbotti caldi impermeabili, capi ibridi con corpo trapuntato e maniche in softshell, oltre a modelli 2 in 1 con maniche removibili.
Possono essere presenti anche versioni ad alta visibilità o più tecniche, quando la loro funzione principale resta quella di offrire protezione e comfort durante il lavoro in ambienti freddi o variabili.
La differenza tra un modello e l’altro dipende dal materiale esterno, dalla fodera, dal tipo di imbottitura e dalle soluzioni dedicate alla protezione dalle intemperie.
Come scegliere un giubbotto imbottito da lavoro
Il primo criterio è il livello di freddo reale in cui il capo verrà utilizzato.
Un giubbotto destinato ad ambienti freschi non risponde necessariamente alle stesse esigenze di un modello dichiarato per il freddo più intenso.
Per questo non basta valutare lo spessore apparente del capo.
Contano la combinazione tra fodera e imbottitura, la capacità di favorire la mobilità e la presenza di elementi come colletto alto, polsini elasticizzati o a costine, chiusura con zip coperta, cappuccio fisso o removibile e regolazioni in vita.
Anche il numero e la posizione delle tasche possono incidere sulla praticità durante il lavoro.
I modelli 2 in 1 sono indicati quando la temperatura cambia durante la giornata, perché permettono di adattare il capo all’utilizzo rimuovendo le maniche.
Materiali e protezioni disponibili
Le schede tecniche dei prodotti appartenenti a questa famiglia possono indicare poliestere riciclato, Oxford in poliestere, twill misto poliestere e cotone, softshell, ripstop o membrane in TPU.
Per le fodere sono citati taffetà e pile, mentre le imbottiture possono essere realizzate in fibra di poliestere o in materiali tecnici come 3M Thinsulate®.
Il poliestere e i suoi derivati sono spesso utilizzati perché leggeri, gestibili e adatti a essere combinati con membrane o rivestimenti funzionali.
Il cotone compare soprattutto nelle miscele che ricercano una diversa mano tessile o una sensazione di maggiore comfort.
La presenza di una membrana, di cuciture impermeabili, di un trattamento idrorepellente o di zip coperte può rendere il capo più adatto a vento, umidità o pioggia leggera.
Norme e livelli di protezione
EN 14058 ed EN 342 sono pertinenti quando il prodotto dichiara una protezione dal freddo, mentre EN 343 è collegata alla protezione contro la pioggia e gli agenti atmosferici.
EN ISO 13688 compare come norma generale relativa ai requisiti dell’abbigliamento di protezione.
Questi riferimenti devono essere considerati soltanto quando sono indicati nella scheda tecnica del modello specifico.
La norma EN ISO 20471 può essere richiamata per i capi ad alta visibilità, ma solo quando la funzione segnaletica fa parte del prodotto.
In sintesi, non tutti i giubbotti imbottiti offrono lo stesso livello di protezione: alcuni privilegiano calore e comfort, altri aggiungono impermeabilità, resistenza all’abrasione o visibilità.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini, esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali
Giubbotto caldo, impermeabile o ad alta visibilità?
La scelta dipende dall’esigenza principale del lavoro.
Se il problema è il freddo in un ambiente protetto o moderatamente fresco, può essere sufficiente un capo orientato all’isolamento termico e al comfort.
Se invece l’attività si svolge all’aperto, diventano rilevanti anche la protezione dal vento, l’eventuale resistenza alla pioggia leggera e la presenza di soluzioni come membrane, cuciture impermeabili o zip coperte.
Quando è necessario essere visti, occorre orientarsi verso un modello ad alta visibilità e verificare nella scheda tecnica le caratteristiche effettivamente dichiarate.
Quali errori evitare nella scelta
Un errore frequente è considerare equivalenti tutti i giubbotti imbottiti.
Un capo destinato al semplice comfort termico, un modello impermeabile e un giubbotto dichiarato per il freddo intenso rispondono a condizioni d’uso differenti.
È inoltre importante non scegliere soltanto in base allo spessore.
Un giubbotto molto caldo ma poco traspirante può risultare meno adatto ad attività dinamiche, mentre un capo leggero può non offrire una protezione sufficiente quando l’ambiente di lavoro è particolarmente freddo.
Prima dell’acquisto è quindi utile verificare il contesto d’impiego, la libertà di movimento, la compatibilità con altri capi del sistema di lavoro e l’eventuale presenza di DPI o requisiti di alta visibilità.
Uso e manutenzione
Il giubbotto deve essere conservato asciutto e pulito, al riparo da luce, caldo e freddo.
Per il lavaggio è necessario seguire le istruzioni del produttore.
Questo aspetto è particolarmente importante per i capi con marcature o prestazioni certificate, perché alcune caratteristiche possono essere dichiarate valide solo entro un numero limitato di lavaggi.
Domande utili prima dell’acquisto
Il giubbotto è soltanto caldo o anche antivento? La risposta dipende dalla costruzione del modello e dalle caratteristiche indicate nella relativa scheda tecnica.
È impermeabile o soltanto idrorepellente? Non sono caratteristiche da dare per scontate: bisogna verificare se il prodotto indica una membrana, cuciture impermeabili, un trattamento idrorepellente o una protezione specifica contro la pioggia.
Le maniche sono staccabili? Solo i modelli 2 in 1 prevedono questa soluzione, utile quando la temperatura cambia durante la giornata.
È adatto a lavoro all’aperto, in magazzino o in cantiere? La risposta dipende dal livello di freddo, dall’esposizione alle intemperie, dalla necessità di visibilità e dal tipo di attività svolta.
Le norme sono sempre presenti? No, devono essere riferite al singolo prodotto e risultare effettivamente dichiarate nella scheda tecnica.
Elaborato creato e supervisionato da Tamara Fidone, Ufficio Tecnico e Relazioni con il pubblico