I guanti professionali sono dispositivi destinati a proteggere le mani durante attività lavorative in cui possono presentarsi rischi meccanici, chimici, biologici o altri pericoli specifici.
Non vanno confusi con i semplici indumenti da lavoro, che servono in generale a proteggere gli abiti civili oppure a garantire ordine e igiene.
Quando devono difendere da rischi individuati attraverso la valutazione del rischio, i guanti rientrano invece tra i dispositivi di protezione individuale.
Una categoria per esigenze professionali diverse
Il ramo comprende guanti differenti per materiali, costruzione e livello di protezione.
La scelta deve partire dalla mansione e dal pericolo concreto, perché non esiste un guanto professionale universalmente adatto a ogni attività.
I modelli per rischi meccanici sono pensati per situazioni in cui le mani possono entrare in contatto con materiali ruvidi, spigoli, utensili o superfici abrasive.
In questo ambito la norma EN 388 riguarda la protezione contro abrasione, taglio, strappo e perforazione.
Per i rischi chimici e microbiologici il riferimento è invece la famiglia EN ISO 374, che considera le prestazioni contro prodotti chimici pericolosi e microrganismi.
Le prove richiamate comprendono penetrazione, permeazione e degradazione.
Come scegliere i guanti professionali
Il guanto corretto è quello coerente con il rischio prevalente, con il tipo di attività e con la durata del contatto.
Per scegliere in modo responsabile occorre considerare la sostanza da maneggiare, il livello di protezione desiderato, la destrezza manuale necessaria, la sensibilità tattile, l’eventuale necessità di riutilizzo e la compatibilità con altre protezioni.
Un guanto più protettivo può ridurre la manualità.
Al contrario, un modello più sottile può risultare più comodo, ma non necessariamente adeguato a contatti intensi o prolungati.
La EN ISO 21420 stabilisce requisiti generali di progettazione, costruzione, innocuità, comfort, efficienza, marcatura e informazioni del fabbricante.
Da sola, però, non descrive le proprietà protettive del guanto e deve essere utilizzata insieme alla norma specifica pertinente al rischio.
Quali problemi aiutano a risolvere
I guanti professionali aiutano a proteggere le mani da tagli, abrasioni, punture, perforazioni, contatto con liquidi o agenti contaminanti e, in determinati contesti, da agenti biologici.
In ambito biologico possono essere presenti modelli in nitrile, lattice o neoprene, disponibili sia come guanti monouso sia come guanti riutilizzabili.
Questa caratteristica non identifica però tutti i guanti della categoria.
La valutazione deve rimanere legata alla mansione e al rischio effettivo, considerando anche l’ergonomia e la possibilità di utilizzare correttamente il dispositivo durante il lavoro.
Domande frequenti
Un guanto professionale protegge da qualsiasi rischio?
No.
La protezione dipende dalla famiglia di rischio e dalle prestazioni specifiche dichiarate.
Un guanto adatto a un rischio meccanico non deve essere considerato automaticamente idoneo contro una sostanza chimica o un agente biologico.
La norma EN ISO 21420 è sufficiente per scegliere il guanto?
No.
La EN ISO 21420 definisce requisiti generali, ma deve essere affiancata dalla norma specifica relativa al rischio da affrontare.
È meglio un guanto sottile o uno più robusto?
Dipende dall’attività.
Il guanto deve bilanciare protezione, destrezza manuale, sensibilità tattile, comfort e durata del contatto.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali
Criteri pratici per confrontare i guanti
Per confrontare due guanti professionali non è sufficiente osservare il materiale o lo spessore.
La domanda principale è: quale rischio deve essere affrontato e per quanto tempo?
Nel caso di sostanze chimiche, il materiale dichiarato non basta per stabilire l’idoneità.
Occorre considerare la sostanza specifica, la durata del contatto, la possibile penetrazione e il comportamento del guanto nel tempo.
Un guanto può risultare adatto per un determinato agente e non per un altro.
Per i rischi meccanici, invece, è importante leggere le prestazioni relative ad abrasione, taglio, strappo e perforazione, rapportandole alla lavorazione concreta.
Monouso, riutilizzabile e controllo prima dell’uso
La scelta tra guanto monouso e riutilizzabile dipende dall’attività, dal rischio e dalle indicazioni del fabbricante.
Quando il guanto è riutilizzabile, deve essere controllato prima dell’uso per verificare la presenza di usura, danneggiamenti, perdita di integrità o contaminazione.
Per i guanti destinati a rischi chimici o biologici, la durata di servizio e le modalità di smaltimento o decontaminazione dipendono dal tipo di agente e dalle istruzioni del produttore.
Non esiste quindi una regola unica valida per ogni prodotto o per ogni situazione di lavoro.
Errori da evitare nella scelta
L’errore più frequente è scegliere i guanti solo in base al materiale, allo spessore o alla sensazione di robustezza.
Un altro errore consiste nel considerare un modello come universale per l’uso industriale.
La protezione deve essere letta in relazione alla famiglia di rischio e alla prestazione specifica.
Anche trascurare l’ergonomia può rendere il guanto poco pratico e ridurre l’aderenza all’uso corretto.
Risposte alle domande più utili
Come capire contro quale rischio protegge un guanto?
Bisogna verificare le informazioni del fabbricante e la norma pertinente, mettendole in relazione con la valutazione del rischio della mansione.
Quanto dura un guanto professionale?
La durata dipende dalle condizioni reali di utilizzo, dal rischio affrontato, dall’eventuale riutilizzo e dalle istruzioni del produttore.
Un guanto può essere usato insieme ad altri DPI?
La compatibilità con altre protezioni è uno dei criteri da considerare nella scelta.
Il guanto deve permettere di svolgere la mansione mantenendo protezione, comfort ed ergonomia adeguati.
Quando è necessario usare i guanti?
I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con misure tecniche, organizzative o collettive.
Elaborato creato e supervisionato da Tamara Fidone , Ufficio Tecnico e Relazioni con il pubblico