Le scarpe da elettricista Cofra non sono calzature generiche, ma dispositivi di protezione individuale pensati per il lavoro tecnico, dove servono protezione meccanica, comfort prolungato e caratteristiche coerenti con il rischio elettrico.
In questa categoria rientrano modelli diversi tra loro, uniti dalla destinazione d'uso professionale e dalla necessità di leggere con attenzione marcature e schede tecniche. La norma di riferimento è la EN ISO 20345:2022, che definisce i requisiti fondamentali e opzionali delle calzature di sicurezza per uso generale, mentre i rischi speciali, come l'isolamento elettrico, possono richiedere standard complementari dedicati.
Per questo motivo una scarpa da elettricista non va confusa con una calzatura isolante per lavori su impianti in tensione. La differenza è concreta e dipende dalla funzione dichiarata del modello, non dal solo nome commerciale.
Quando questa categoria è la scelta giusta
Questa famiglia di prodotti serve a chi lavora in contesti impiantistici o tecnici e ha bisogno di una scarpa che unisca protezione, leggerezza e compatibilità con l'ambiente di lavoro. Cofra propone modelli dedicati agli elettricisti, come NEW ELECTRICAL, con puntale non metallico resistente a 200 J, lamina non metallica con alta resistenza elettrica e suola in PU o gomma nitrilica resistente al calore fino a +300 °C per contatto di 1 minuto.
Altri modelli della stessa marca, sempre con certificazione EN ISO 20345:2022 o EN ISO 20345:2022+A1:2024, adottano soluzioni non metalliche, solette e fodere traspiranti e, in molti casi, la marcatura ESD per la dissipazione delle cariche elettrostatiche.
Come leggere bene la differenza tra i modelli
La risposta breve è questa: non tutte le scarpe da elettricista proteggono allo stesso modo, perché nella stessa categoria possono convivere prodotti con esigenze diverse. Alcuni modelli sono orientati alla resistenza elettrica di lamina e suola, altri alla dissipazione elettrostatica tramite marcatura ESD. La scelta corretta dipende quindi dal tipo di attività svolta e dal livello di protezione richiesto dalla mansione.
La spiegazione pratica è semplice. Se il lavoro richiede soprattutto compatibilità con ambienti tecnici, comfort e riduzione delle componenti metalliche, la presenza di materiali non metallici può essere un vantaggio. Se invece servono caratteristiche specifiche legate al calore, al freddo, allo scivolamento o all'acqua, bisogna controllare le marcature aggiuntive riportate in scheda.
Materiali e caratteristiche che incidono davvero
Cofra propone varianti con tomaie in pelle fiore idrorepellente, pelle pieno fiore, microfibra o tessuti altamente traspiranti. Le fodere interne possono essere in tessuto tridimensionale traspirante e resistente all'abrasione, mentre puntali e lamina possono essere in acciaio, alluminio, fibra di vetro o materiali non metallici.
Queste differenze influenzano peso, flessibilità, traspirabilità e comportamento della scarpa durante l'uso prolungato. In una categoria come questa, il comfort non è un dettaglio secondario, perché accompagna turni lunghi e lavori in cui la mobilità del piede conta quanto la protezione.
Per chi è utile scegliere con attenzione
La categoria è adatta a chi deve lavorare in cantiere, su impianti o in ambienti tecnici dove il piede deve essere protetto da urti, perforazione, scivolamento, caldo, freddo o umidità, oltre che gestito con attenzione rispetto alle esigenze elettriche e antistatiche.
Tra i criteri di scelta più utili ci sono la presenza di rischio di perforazione, la resistenza allo scivolamento, l'eventuale esposizione al caldo o al freddo, la necessità di impermeabilità o idrorepellenza e la richiesta di dissipazione elettrostatica. Le marcature ricorrenti nel catalogo Cofra includono CI, HI, HRO, WRU o WPA, FO e SR, che aiutano a capire il comportamento della calzatura in condizioni diverse.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali