Le scarpe stile UK in ambito antinfortunistico sono una sottofamiglia di calzature da lavoro e di sicurezza con un aspetto ispirato alle classiche scarpe inglesi. La loro utilità, però, non si valuta dal look. Si valuta dalla certificazione e dalle prestazioni effettive riportate sul prodotto.
In questa categoria rientrano modelli che possono essere bassi o semi-alti, più classici nell’impostazione rispetto alle sneaker tecniche, ma sempre da leggere alla luce della protezione dichiarata. Per questo motivo il punto di partenza corretto è distinguere tra scarpe di sicurezza, scarpe di protezione e scarpe da lavoro, che fanno riferimento rispettivamente alle norme EN ISO 20345, EN ISO 20346 ed EN ISO 20347.
Come leggere davvero una scarpa stile UK
La risposta breve è questa: una scarpa stile UK non è una categoria normativa autonoma. È un’etichetta commerciale o estetica. La spiegazione è semplice, perché due modelli simili fuori possono offrire livelli di protezione molto diversi dentro. Le sigle di classificazione, come S1, S1P e S3, indicano invece quali requisiti di sicurezza sono presenti nel singolo articolo.
Nella pratica questo aiuta a capire se la calzatura è adatta a urti, schiacciamento, perforazione, scivolamento o, in certe versioni, anche alla penetrazione dell’acqua. La scelta corretta dipende quindi dal rischio reale del lavoro e non dal solo stile esterno.
Per chi sono adatte
Queste calzature rispondono a esigenze molto comuni nei contesti professionali e hobbistici. Servono a chi cerca una scarpa con impostazione più classica, ma ha comunque bisogno di protezione del piede durante l’attività quotidiana. Sono quindi interessanti per chi lavora in ambienti dove contano sicurezza, ordine visivo e comfort, purché la certificazione sia coerente con il rischio presente.
La differenza più importante, in questo caso, è tra un modello scelto per l’aspetto e un modello scelto per la prestazione. In una scarpa antinfortunistica la forma non basta. Conta il livello di protezione documentato, perché è quello che risponde a urti, schiacciamento, perforazione e altri fattori presenti sul posto di lavoro.
Criteri utili per scegliere
La risposta corretta è partire dall’ambiente di utilizzo. Se il lavoro si svolge in spazi interni, su superfici asciutte o con necessità di comfort prolungato, il profilo di scelta sarà diverso rispetto a un contesto esterno, umido o con presenza di liquidi e superfici difficili. Le guide tecniche ricordano infatti che la scelta va fatta in funzione delle superfici e dei contaminanti presenti nel luogo di lavoro.
Un altro criterio decisivo è la dotazione tecnica. Le versioni S1, S1P e S3 aiutano a orientarsi, perché possono includere antistaticità, assorbimento di energia nel tallone, resistenza agli idrocarburi, lamina antiperforazione e, in alcune configurazioni, tomaia idrorepellente. Anche il peso, la traspirabilità e la facilità di pulizia incidono sull’esperienza d’uso, soprattutto quando la calzatura viene indossata per molte ore.
Norme e marcature da controllare
La risposta più importante è questa: bisogna controllare la marcatura presente sul prodotto. La categoria stile UK non sostituisce la certificazione. Nella documentazione tecnica recente si ricorda anche che dal 30 marzo 2023 le nuove immissioni sul mercato devono riferirsi alla EN ISO 20345:2022, mentre i modelli già certificati possono restare validi fino alla scadenza del certificato.
Per questo, quando si confrontano due scarpe simili, non è corretto fermarsi al design. Occorre verificare la norma dichiarata, la classe di protezione e le eventuali caratteristiche aggiuntive riportate dal produttore.
Domande frequenti
La differenza tra scarpa da lavoro e scarpa antinfortunistica è nella protezione dichiarata. Le scarpe antinfortunistiche rientrano nelle categorie con requisiti di sicurezza specifici, mentre le scarpe da lavoro possono avere livelli diversi di protezione in base alla norma di riferimento.
Una scarpa stile UK è più elegante ma anche sicura? La risposta è che l’estetica non garantisce la sicurezza. La protezione dipende dalla certificazione e dalle prove effettivamente superate dal modello.
S1P è adatta al magazzino o all’officina? Può esserlo quando il contesto richiede protezione del piede e resistenza alla perforazione, ma la scelta va sempre allineata ai rischi reali del luogo di lavoro.
Serve una versione idrorepellente per uso esterno? Se il lavoro prevede umidità, presenza di liquidi o condizioni meteo più impegnative, la tomaia idrorepellente può essere utile, ma va sempre verificata nella scheda del prodotto.
In sintesi, le scarpe stile UK sono una soluzione interessante quando si cerca un equilibrio tra immagine classica e protezione tecnica. La scelta giusta nasce però dalla norma, dalle marcature e dall’ambiente di lavoro, non dal solo aspetto esterno.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali