I guanti da lavoro antitaglio Payper rientrano nella categoria dei dispositivi pensati per proteggere le mani dai rischi meccanici durante le attività operative.
Si tratta di una famiglia di prodotti usata quando il contatto con bordi vivi, lamierati, vetri, metalli, utensili manuali o materiali abrasivi può causare taglio, lacerazione, perforazione o usura della superficie del guanto.
Che cosa indica davvero la categoria
La dicitura antitaglio non va letta come una promessa assoluta.
La protezione reale dipende dai risultati delle prove previste dalla norma EN 388, dal materiale del supporto, dal rivestimento e dalla costruzione del guanto.
Per questo la categoria comprende modelli diversi, con livelli differenti di resistenza meccanica e di sensibilità tattile, a seconda del tipo di lavorazione.
In ambito europeo questi prodotti rientrano nel perimetro dei DPI, cioè dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggerla da rischi per la salute o la sicurezza.
Per la messa sul mercato nell’Unione Europea, i DPI devono rispettare il Regolamento (UE) 2016/425 e, quando pertinente, le norme armonizzate applicabili.
La marcatura CE è la prova della conformità alla normativa di prodotto.
A chi servono e quale problema risolvono
Questa categoria serve a chi lavora in contesti in cui le mani sono esposte a superfici o materiali che possono produrre abrasione, strappo o taglio.
Il loro compito è ridurre il rischio di lesioni durante la manipolazione quotidiana, senza sostituire procedure corrette, attrezzature adeguate e attenzione operativa.
Il valore del guanto, quindi, non sta solo nel nome commerciale ma nella sua coerenza con il rischio presente sul posto di lavoro.
Un guanto più robusto può essere adatto quando il contatto con spigoli o materiali aggressivi è frequente, mentre una costruzione più orientata alla sensibilità può essere utile se serve maggiore manualità nella presa.
Come scegliere un guanto antitaglio
Il punto di partenza è leggere correttamente la marcatura EN 388 e non fermarsi alla semplice dicitura antitaglio.
Questa norma valuta infatti più rischi meccanici, non solo il taglio da lama, ma anche abrasione, strappo, perforazione e, se previsto, impatto.
La scelta va quindi collegata al lavoro concreto.
Se l’attività richiede precisione, conta molto la destrezza.
Se il contatto con materiali ruvidi o taglienti è intenso, conta di più la resistenza meccanica complessiva.
La categoria non è omogenea, e proprio per questo il confronto tra i modelli deve partire dall’uso reale e non da un’etichetta generica.
Domande frequenti
Un guanto antitaglio elimina il rischio di taglio?
No, non lo elimina.
Riduce il rischio in relazione ai risultati delle prove e alla struttura del guanto, ma non sostituisce le corrette procedure di lavoro.
Perché due guanti antitaglio possono comportarsi in modo diverso?
Perché possono cambiare materiale del supporto, rivestimento, livello di destrezza e resistenza ai diversi rischi meccanici previsti dalla EN 388.
Come si capisce se il guanto è adatto?
Bisogna verificare la coerenza tra marcatura, livello di protezione e attività da svolgere, considerando il tipo di contatto, l’intensità del rischio e la necessità di manualità.
Quando va sostituito?
Quando compaiono danni visibili, abrasioni profonde, strappi o perdita di funzionalità, perché l’usura può ridurre l’efficacia del DPI.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali