Quando il lavoro espone le mani a superfici calde, scintille, piccole proiezioni di metallo o pezzi appena lavorati, serve un guanto pensato per questi rischi e non un modello generico in pelle.
In questa categoria rientrano i guanti da lavoro COFRA per saldatura e per esposizione al calore, una selezione di DPI progettati per unire protezione termica e protezione meccanica nelle attività dove la sicurezza delle mani è decisiva.
Le fonti tecniche COFRA collocano questi prodotti nella linea Heat & Fire Protection e mostrano modelli diversi in base all’uso reale. Un esempio è un guanto in crosta bovina spaccata con fodera in cotone e filato aramidico, indicato come welding glove e con resistenza al calore da contatto fino a 100 °C. Un altro modello COFRA unisce protezione da taglio e calore e dichiara la manipolazione di oggetti caldi fino a 250 °C.
Questo significa che la categoria non va letta come una semplice famiglia di guanti robusti, ma come un insieme di DPI destinati a saldatura, carpenteria metallica, industria metalmeccanica, costruzioni, engineering e, in alcuni casi, manutenzione e fai da te.
Il punto centrale è scegliere in base al rischio prevalente. Se il problema principale è il contatto con calore, fiamma o metallo caldo, serve un guanto con prestazioni termiche adeguate. Se invece al calore si somma anche il rischio di taglio, diventano importanti i modelli che combinano entrambe le protezioni.
Come orientarsi nella scelta
La prima domanda da porsi è semplice: si tratta di saldatura oppure di un’esposizione generica al calore. Per i guanti destinati alla saldatura, la norma centrale è la EN 12477, mentre la EN 407 riguarda la protezione contro fiamma, calore di contatto, calore convettivo, calore radiante e spruzzi di metallo fuso.
COFRA precisa che la EN 407 non va considerata da sola, ma insieme alla norma specifica corretta. Questo è utile perché aiuta a evitare un errore frequente: valutare il guanto solo per la resistenza al calore senza leggere il quadro completo di impiego.
Un altro criterio importante è la destrezza. La EN 12477 distingue tra Tipi A e B, e COFRA segnala che i guanti di tipo B sono raccomandati quando serve maggiore manualità, come nella saldatura TIG. In pratica, più il lavoro richiede precisione, più conta trovare un equilibrio tra protezione e sensibilità tattile.
Conta anche la costruzione del guanto. Le schede COFRA riportano polsini lunghi, rinforzi sui bordi e taglie diverse, segnali che la vestibilità e la copertura non sono dettagli secondari. Un guanto troppo rigido può proteggere bene ma rendere difficili i movimenti, mentre un modello più equilibrato può risultare più adatto quando servono controllo e precisione.
La scelta dei materiali segue la stessa logica. La pelle bovina, in particolare crosta o crosta spaccata, offre barriera meccanica e buona resistenza all’usura. Le fodere in cotone o filato aramidico aiutano nelle condizioni dove calore e abrasione coesistono. In alcuni modelli è presente anche acciaio inox per aumentare la resistenza al taglio.
Per questo la categoria risponde a un’esigenza concreta: proteggere le mani in lavorazioni dove il pericolo non è solo il calore, ma anche la combinazione di calore, scintille, abrasione e, in alcuni casi, taglio.
Domande utili prima dell’acquisto
Quale guanto serve per la saldatura. Serve un guanto conforme alla destinazione d’uso indicata dal produttore, con riferimento alla EN 12477 quando il prodotto è pensato per saldatori.
Quando è meglio un modello più orientato alla precisione. Quando il lavoro richiede manipolazioni accurate, come nella saldatura TIG, dove COFRA indica come adatti i guanti di tipo B.
Il guanto termico generico è uguale a un guanto da saldatura. No, perché possono sovrapporsi in parte, ma non coincidono nei requisiti normativi e nelle prestazioni dichiarate.
Si può usare lo stesso guanto per calore e taglio. Solo se la scheda tecnica del singolo modello dichiara entrambe le prestazioni, perché la presenza di una protezione termica non implica automaticamente anche la resistenza al taglio.
Questa categoria è quindi utile a chi cerca un DPI mirato, capace di rispondere a rischi reali e documentati, non a una generica esigenza di robustezza.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali