I guanti antinfortunistici sono dispositivi di protezione individuale pensati per proteggere la mano e, in alcuni casi, anche polso o avambraccio durante il lavoro. Questa categoria raccoglie modelli diversi tra loro, perché il guanto giusto non esiste in forma unica: dipende dal rischio reale, dal tipo di attività e dal tempo di esposizione.
Quando si parla di guanti per la sicurezza sul lavoro, il punto di partenza è sempre lo stesso: capire quale pericolo si deve affrontare. Un guanto adatto a un impiego meccanico può non essere sufficiente contro sostanze chimiche, freddo, calore o altri rischi specifici. Per questo la scelta va letta come una verifica di compatibilità con il compito svolto, non come una protezione generica valida in ogni situazione.
Che cosa comprende questa categoria
La categoria dei guanti antinfortunistici comprende prodotti destinati alla protezione in ambito lavorativo e rientra nei DPI disciplinati dal Regolamento (UE) 2016/425. In pratica, la loro funzione è proteggere la mano da rischi concreti, non svolgere una funzione estetica o accessoria. La conformità va letta insieme alla marcatura specifica e alle norme tecniche applicabili al rischio per cui il guanto è stato progettato.
Le differenze tra un modello e l’altro riguardano materiale, costruzione, livello di protezione e grado di destrezza. Un guanto più protettivo può offrire meno sensibilità nei movimenti fini, mentre un modello più maneggevole può risultare meno adatto in presenza di esposizioni più severe. È proprio questo equilibrio a rendere importante la scelta corretta.
Come scegliere il guanto più adatto
La risposta breve è questa: si sceglie in base al rischio principale, alla durata dell’esposizione e alla necessità di manualità. Se il problema è meccanico, il riferimento è la prestazione contro abrasione, taglio, strappo e perforazione. Se il rischio riguarda il freddo, serve un guanto pensato per quel contesto. Se ci sono sostanze chimiche o microrganismi, la protezione va verificata con particolare attenzione alla compatibilità e ai tempi di contatto.
La scelta corretta richiede anche di controllare se il guanto è compatibile con altri DPI e con l’attività da svolgere. Un prodotto che funziona bene in un uso rapido può non essere adeguato in un lavoro prolungato. Allo stesso modo, un guanto chimico deve essere verificato sulla sostanza specifica e sul tempo necessario per completare l’operazione in sicurezza.
Le principali differenze tecniche
Per i rischi meccanici, i guanti sono normalmente associati alla norma EN 388:2016+A1:2018, che considera abrasione, taglio, strappo e perforazione. Per valutazioni più mirate della resistenza al taglio può essere rilevante anche il test TDM secondo EN ISO 13997. Per il freddo si fa riferimento alla EN 511:2006. Per sostanze chimiche e microrganismi entra in gioco la EN ISO 374, mentre per il calore e la fiamma esiste la EN 407.
Questa distinzione è fondamentale perché un simbolo o una marcatura non significano protezione totale. Un guanto conforme come DPI può avere prestazioni molto diverse a seconda del rischio affrontato. La lettura corretta delle indicazioni tecniche evita errori di acquisto e soprattutto usi impropri.
A chi serve davvero
Questa categoria serve a chi lavora in contesti in cui la mano è esposta a possibilità di lesione o contaminazione. È utile quando bisogna maneggiare materiali abrasivi, affrontare superfici taglienti, operare in ambienti freddi o lavorare con sostanze che richiedono una protezione specifica. In tutti questi casi il guanto non è un accessorio, ma una parte del sistema di sicurezza.
Per chi acquista, il vantaggio è poter distinguere tra protezioni diverse e scegliere in modo più consapevole. Per chi utilizza i guanti ogni giorno, il beneficio è ridurre il rischio senza rinunciare del tutto alla praticità necessaria nel lavoro.
Domande frequenti
Un guanto antinfortunistico protegge sempre da tutto? No, protegge solo rispetto al rischio per cui è stato progettato e testato. La protezione va sempre letta in relazione alla norma e alla marcatura specifica.
Posso scegliere un guanto solo perché sembra spesso e robusto? No, lo spessore da solo non basta. Conta il tipo di rischio, il materiale, la durata dell’esposizione e la prestazione prevista dalla norma pertinente.
Un guanto chimico è adatto anche per rischi meccanici? Non automaticamente. Alcuni guanti possono offrire più protezioni, ma la compatibilità va verificata caso per caso, perché non esiste una copertura indistinta per tutte le situazioni.
Come si usa correttamente un guanto antinfortunistico? Va controllato prima dell’uso, sostituito se danneggiato o usurato e utilizzato solo entro i limiti previsti dal suo impiego.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali