Camicie ignifughe da lavoro per calore e fiamma
Le camicie ignifughe appartengono all’abbigliamento tecnico protettivo e sono pensate per ambienti industriali in cui il rischio riguarda l’esposizione a fiamme brevi, calore convettivo, calore radiante, calore di contatto o, in alcuni casi, spruzzi di metallo fuso.
Non si tratta quindi di semplici camicie da lavoro resistenti o trattate, ma di capi il cui tessuto, la costruzione, le cuciture e le finiture devono contribuire a fornire prestazioni misurabili in relazione al rischio previsto.
Che cosa comprende questa categoria
Il ramo comprende camicie da lavoro con caratteristiche protettive contro calore e fiamma, disponibili con maniche lunghe o corte, colletto, chiusura frontale e costruzioni pensate per l’impiego industriale.
La scelta della configurazione dipende dall’attività svolta e dalle indicazioni del produttore. Anche il tipo di chiusura, la presenza di un’apertura frontale e l’abbinamento con pantaloni, giacche, guanti, cappucci o protezioni per testa e piedi devono essere valutati in funzione del rischio reale.
Norme e livelli di protezione
ISO 11612 definisce i requisiti minimi di prestazione per indumenti protettivi realizzati con materiali flessibili e progettati per proteggere il corpo, eccetto le mani, da calore e/o fiamma.
La norma riguarda situazioni in cui è richiesta una limitata propagazione della fiamma e possono essere presenti esposizioni a calore radiante, convettivo, di contatto o a schizzi di metallo fuso.
Una camicia ignifuga non è automaticamente adatta alla saldatura. ISO 11611 riguarda infatti gli indumenti per saldatura e processi affini, nei quali sono considerati rischi specifici come spruzzi di metallo fuso, contatto breve con la fiamma e calore radiante da arco elettrico.
Come scegliere la camicia adatta
Il primo criterio è la valutazione del rischio. Occorre considerare il tipo di esposizione attesa, la possibile durata del contatto con la fiamma, la presenza di calore radiante o convettivo e l’eventualità di spruzzi di metallo.
Il secondo criterio è la norma dichiarata sull’etichetta o nella documentazione tecnica. La presenza di un riferimento come ISO 11612 o, quando pertinente, ISO 11611 aiuta a verificare se il capo è destinato al contesto operativo previsto.
Il terzo criterio è la compatibilità con il resto dell’abbigliamento e con gli altri dispositivi di protezione. La camicia protegge il corpo secondo i limiti dichiarati, ma non sostituisce automaticamente le protezioni per mani, testa e piedi.
Perché contano tessuto, cuciture e lavaggio
Le prestazioni non dipendono soltanto dal materiale utilizzato. La sicurezza del capo coinvolge anche l’assemblaggio, le cuciture e le finiture, perché la propagazione della fiamma lungo i punti di giunzione può compromettere l’efficacia della protezione.
Le indicazioni tecniche considerano inoltre la resistenza al calore, la propagazione della fiamma nelle cuciture, il pretrattamento e le variazioni dimensionali dovute ai lavaggi. Per questo la manutenzione è parte della prestazione complessiva e non un dettaglio secondario.
Risposte utili prima dell’acquisto
Una camicia ignifuga protegge da ogni rischio termico?
No. La protezione dipende dalla norma indicata, dai livelli prestazionali dichiarati e dal rischio per cui il capo è stato selezionato. Calore, fiamma, saldatura e spruzzi di metallo possono richiedere caratteristiche differenti.
La camicia può essere usata da sola?
Non necessariamente. La protezione complessiva può richiedere altri DPI compatibili, perché la camicia non copre automaticamente mani, testa e piedi.
Che cosa bisogna controllare dopo i lavaggi?
È necessario seguire le istruzioni del produttore e prestare attenzione alle variazioni dimensionali, all’usura, ai danni e alle alterazioni che possono ridurre la prestazione del capo.
Elaborato creato e supervisionato da Romolo Magrini , esperto di Antinfortunistica e Forniture Industriali